Scelta di articoli
di Genetica Clinica/Umana pubblicati in Marzo
2015 nelle seguenti riviste: British
Medical Journal, Lancet, Lancet Neurology, Nature, Nature Biotechnology, Nature
Genetics, Nature Medicine, Nature Neuroscience, Nature Reviews Genetics, Nature
Reviews Neuroscience, NEJM, PNAS, Science & Cell.
ARTICOLI DA NON PERDERE
Cutting the Gordian Helix — Regulating Genomic Testing in
the Era of Precision Medicine. 372:1185. Perspective sulla “Medicina di precisione” che ha
ricevuto l’attenzione e il supporto economico annunciata dal Presidente Obama
nel 2015 (Precisione Medicine Initiative, PMI). Ma per fare questo occorre che
le nuove tecniche vengano validate prima di essere introdotte nella pratica
medica. E come si taglia il nodo gordiano in cui è intrappolato il
sequenziamento genomico? Cioè come promuovere le novità tecniche assicurando
però la sicurezza e l’efficacia? I laboratori (soprattutto quelli privati, ndr)
sono ben disposti ad aiutare medici, pazienti e consumatori ad usare le nuove
tecniche, ma i risultati che si ottengono, come ad es. una mutazione da
considerate patogena o senza effetto clinico, possono essere di difficile (“devilishly”
diabolicamente scrive il commento) applicazione nella pratica clinica
Alcune compagnie stanno già proponendo test genomici che
consentono di precisare nei bambini il rischio di suicidio o di autismo o quale
sia il miglior farmaco per una persona con malattia mentale. E in molti casi
questo senza che vi sia una sufficiente evidenza scientifica per queste
previsioni. In USA la FDA deve approvare ogni test in base alla validità
analitica e clinica, per i test genetici due requisiti: è sufficientemente
letto il segmento di interesse del DNA? E quel segmento fornisce informazioni
cliniche significative?
La validità analitica potrebbe essere facilmente supportata dal
NGS. Per la clinica si sta andando nel senso atteso di preparare database di
geni e di varianti associate a malattia, come il progetto NHI ClinGen. Ma è
importante che tali iniziative siano promosse ed anche regolarmente aggiornate.
La FDA può contribuire a semplificare e a favorire la validazione di queste
iniziative, come ha fatto nel 2013 con la piattaforma Illumina’s MiSeqDx e la
sua applicazione per la diagnosi di Fibrosi cistica. La Perspective termina con
un commento ottimistico sulla capacità di lasciare spazio alla creatività del
mercato senza però compromettere la sicurezza.
MALATTIE
NEUROLOGICHE/NEURODEGENERATIVE
***
C9orf72 expansions in frontotemporal dementia and amyotrophic
lateral sclerosis. Lancet Neurology 2015;14:291. La Demenza fronto-temporale (FTD) e la Sclerosi
Laterale Amiotrofica (ALS) possono coesistere nella stessa famiglia ed anche
nella stessa persona, anche in casi sporadici. In genere è presente un’espansione
esanucleotidica di C9orf72. Il fenotipo varia per progressione (rapida o lenta)
e per fenotipo, con la maggior parte dei pz con la variante comportamentale
della FTD (bvFTD) o ALS (vedi poi).
In questa Review vengono analizzate le basi patogenetiche,
precisando ad es. che la lunghezza delle ripetizioni patogene varia da
centinaia e migliaia (normale <30), anche se non è ben chiaro quale sia il
numero minimo che aumenta il rischio di malattia e se vi sia una relazione tra
dimensioni delle ripetizioni e fenotipo. Come non è chiaro se vi sia un
aplotipo di suscettibilità all’espansione. Vengono poi considerati i fenotipi
associati all’espansione di C9orf72, con una variabilità clinica che rende
talora difficile la diagnosi e quindi l’accertamento genetico, con casi confusi
con altre malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer o come la classica ALS.
Interessante il confronto fenotipico (Table) tra FTD dovuta alle tre principali
cause genetiche (C9orf72, MAPT e GRN). Counseling
genetico: nei casi familiari con trasmissione AD di FTD o ALS va analizzato
C9orf72; ma nei casi sporadici si applica il test genetico? Vi è una buona
proporzione di casi sporadici con FTD e ALS con l’espansione, e ci sono anche
casi con la presenza di due mutazioni patogenetiche nella stessa persona (ad
es. C9orf72
and TARDBP9)(mutazioni di TARDBP9 sono causa di malattia)(MIM #612069). Non
abbiamo però informazioni sufficienti per capire il significato clinico della
compresenza di mutazioni patogene o dati accurati sulla penetranza o la
possibilità di predittori fenotipici. Si avranno queste informazioni quando
faremo studi prospettici di portatori di mutazioni, ma questo non toglie che
ora nei casi sporadici vada discusso il rischio genetico con il paziente con malattia
apparentemente sporadica. La Review prosegue con gli aspetti delle
neuroimmagini (a differenza dei casi da mutazione degli altri due geni,
l’espansione C9orf72 non causa anomalie visibili alla RM cerebrale), sulla
fisiopatologia di questa mutazione, sui modelli in vitro e sulle priorità per
la ricerca nella FTD e ALS da mutazione C9orf72.
For complex disease genetics, collaboration drives progress. Science 2015;347:1422. La collaborazione tra vari centri consente di raggiungere
importanti risultati nell’identificazione dei geni di una malattia così
complessa come ALS, ovviamente ricorrendo all’analisi esomica, e costituisce un
modello per la scoperta di nuovi geni per altre malattie (Exome sequencing in
amyotrophic lateral sclerosis identifies risk genes and pathways. Pg. 1436)(alcuni
AA italiani di MI). Significativa la Fig. del commento con 11 geni scoperti
dopo il 2008 e 1 solo gene (SOD1) identificato nel 1994. Gli AA per selezionare
le varianti di 2.843 casi e 4.310 controlli hanno focalizzato l’attenzione su 3
modelli, cercando varianti non sinonime considerabili patogene e varianti del
sito di splicing. Selezionati 51 geni per un ulteriore campione di casi e
controlli (1318 e 2.371). Identificati alcuni geni, definiti interessanti. Applicando
il modello “dominante con variante non benigna” trovato un eccesso di rare
varianti del gene TBK1, codificante un membro di una chinasi non-canonico della
famiglia chinasi IkB, gene che ha un qualche ruolo causativo nello 0-9% dei
casi ALS (che non vuol dire che tale proporzione di casi sia dovuta a mutazioni
di tale gene, perché ancora deve essere verificato se sono varianti di rischio
o causative). Interessante il fatto che questo gene è coinvolto nell’autofagia
e nella degradazione delle proteine ubiquinate, e questo va nel senso atteso
per il meccanismo patogenetico della ALS e della neurodegenerazione.
Frontotemporal dementia: a peek under its invisibility cloak. Lancet Neurology
2015;14:236. Commento di un lavoro sullo stesso fascicolo. FTD,
inizia dopo i 60 anni, seconda malattia
neurogenenerativa per frequenza, con degenerazione e disfunzione dei network
neuronali dei lobi frontali e temporali e delle regioni sottocorticali e con
vari segni clinici tra cui, oltre alla demenza, la variante comportamentale. I
principali geni coinvolti sono progranulina (GRN)(MIM #600274) e proteina tau
associata ai microtubuli (MAPT)(MIM #600274) e l’espansione esanucleotidica a
carico del gene C9orf72 (MIM
#105550), caratterizzate da differenti quadri cliniche e aspetti neuroanatomici
e neuropatologici. Un problema che ostacola la comprensione dei meccanismi
patogenetici e l’eventuale cura consiste nel fatto che quando facciamo diagnosi
è già troppo tardi. L’ideale sarebbe studiare famiglie con una specifica mutazione
e avere 3 gruppi di persone, quelle senza mutazione, quelle sintomatiche con
mutazione e quelle presintomatiche con mutazione. Nel lavoro collaborativo (UK,
Europa –significativa la precisazione di UK separata dall’Europa, ndr- e Canada)
(Presymptomatic
cognitive and neuroanatomical changes in genetic frontotemporal dementia in the
Genetic Frontotemporal dementia Initiative (GENFI) study: a cross-sectional
analysis. Lancet Neurol 2015;14:253)(molti AA
italiani) sono stati studiati i dati clinici, neuropsicologici e delle
neuroimmagini di un insieme di 220 partecipanti geneticamente caratterizzati:
118 portatori di mutazione associata alla malattia di cui 78 in fase
presintomatica e 102 parenti non portatori. Come atteso, sono state notate alterazioni
regionali delle neuroimmagini alla RM cerebrale già decenni prima della comparsa
dell’inizio della malattia e 5 anni prima dei deficit neuropsicologici. Questo
studio è importante perché pone le premesse per individuare un biomarcatore che
possa aiutare a definire lo stadio presintomatico e la progressione della
malattia, dati importanti per future sperimentazioni terapeutiche.
Genetics of ALS
and FTD. Cell 2015;160:798.
Istantanea della sclerosi laterale amiotrofica e Demenza Frontotemporale. Elencati
geni mendeliani delle due condizioni, 32 tra ALS e FTD e possibili pathway e 4
geni modificatori. Dei geni mendeliani 13 dello spettro, come CHMP2B
all’estremo FTD e TARDB all’estremo ALS. Quest’ultima condizione frequentemente
si presenta associata ad altre patologie neurodegenertive come il
parkinsonismo. Ci sono infatti geni di solito mutati in altre malattie che
raramente sono mutati nell’ALS, come FIG4 ritenuto il gene della CMT4J e SPAST
della SPG4 (vedi pannello della figura). Quindi vi è un’ampia sovrapposizione
fenotipica e anche pleiotropia. C’è ampia condivisione dei pathway ALS e FTD,
com’era da attendersi, con coinvolgimento del pathway lisosomico, del
mantenimento del citoscheltero neuronale e del metabolismo DNA/RNA.
Non
sono state inclusi nella tabella dei geni ALS-FTD alcuni geni indicati
portatori di rare varianti trovate mediante NGS, come TUBA4A e SS18L1 perché
ancora per questi non è stata applicata l’analisi di segregazione.
Teaming up to tackle neurodegenerative diseases. Lancet Neurology
2015;14:235. Editoriale sulle novità sui progetti di ricerca delle
malattie neurodegenerative. Il programma JPcofuND finanziato dall’European Union Joint Programme–Neurodegenerative Diseases (JPND)
e dalla Commissione Europea è stato lanciato per progetti di studi
longitudinali di coorte, modelli sperimentali avanzati e fattori di rischio e
protettivi, per comprenderne i meccanismi patogenetici di queste patologie per
la loro prevenzione e cura. Questa iniziativa vorrebbe favorire gli studi
collaborativi per avere ampie coorti internazionali ed evitare la
frammentazione dei finanziamenti di singoli progetti.
A new gene for Parkinson’s disease: should we care? Lancet Neurology
2015;14:238. Sì, anche se con cautela. Editoriale di un articolo (CHCHD2 mutations in autosomal dominant late-onset Parkinson’s
disease: a genome-wide linkage and sequencing study. Pg. 274) in cui in una famiglia con più affetti da Parkinson classico (inizio
sui 50 anni, sensibile a Levodopa) mediante linkage, WES e WGS viene
identificata una mutazione di un nuovo gene del Parkinson, CHCHD2. Analizzando (Sanger) poi un ampio campione di
Parkinson familiare (n° 314) o sporadico (n° 517) e controlli (n° 559) sono
state trovate 3 famiglie con mutazioni dello stessa gene, una con la stessa.
Nel caso di malattie geneticamente eterogenee come il Parkinson individuare tutti
i geni responsabili aiuta a capire i pathway coinvolti, le interazioni tra
proteina e proteina, i comuni meccanismi patogenetici e aprire la strada ad interventi
terapeutici. La proteina CHCHD2 è localizzata nei mitocondri, questo suggerisce
che partecipi al network di Parkina, Pink1 e Fbxo7 che sappiamo agire nei
meccanismi di mantenimento mitocondriale.
Bench to bedside:
Novel
approaches to detecting tau pathology. Nature
Medicine 2’15:21:219. L’Alzheimer
è la principale tauopatia con aggregazione intracellulare di proteina tau ipermetilata che forma grovigli
neurofibrillari (NFT) e deposizione extracellulare di placche β-amiloidi (Aβ).
Per molti anni si è ritenuto che la tauopatia fosse dovuta alla patologia Aβ e
la ricerca in questo campo è stata in effetti “Aβ centrica”. Ma poi si è
documentato un rapporto tra accumulo di tau
e declino cognitivo tanto che l’attuale classificazione patologia dei sottotipi
su basa sulla patologia tau, che ora
viene analizzata mediante le immagini PET. Ma ora sembra possano esserci test
in vitro per verificare la capacità della proteina tau degli affetti di diffondersi tramite pathway anatomicamente
connessi. Questo almeno è stato provato in cellule in coltura messe in contatto
con lisato cerebrale di topo transgenico
tau e di pz con Alzheimer. Con evidenze che nel modello murino questo test,
quando positivo, individua la patologia tau
molto prima delle alterazione istopatologiche dei depositi tau. Se questo test può essere applicato ad altri tessuti (liquor
CR, sangue o altro) potrebbe essere un test utile per la precoce identificazione
della patologia e quindi diagnosi precoce e un buon marcatore per verificare
gli effetti di un’eventuale terapia.
Ultrasensitive detection
techniques pave the way for mechanistic understanding, 21:217. Altri biomarcatori per l’Alzheimer, utili per la diagnosi e il monitoraggio precoce
e anche per la comprensione dei meccanismi neurodegenerativi.
Retromer
in Alzheimer disease, Parkinson disease and other neurological disorders. Nature
Reviews Neuroscience 2015;16:126. Il complesso proteico retromero (retromer protein complex, RPC)
è stato individuato nel lievito dove svolge l’importante funzione di trasporto
retrorgado dall’endosoma all’apparato Golgi. Ora è noto che il complesso
retromerico nei mammiferi ha funzioni diverse rispetto al lievito nel trasporto
endosomico e che è coinvolto non solo nell’Alzheimer, ma anche in un crescente
numero di m. neurodegenerative (Parkinson ad es.), com’era da attendersi perché
la funzione sinaptica dipende molto dal traffico endosomico. Recenti studi ora
hanno provato che il retromero è un buon bersaglio farmacologico per la terapia
di queste malattie, frequenti e per le quali per ora non c’è cura.
Activation of
the factor XII-driven contact system in Alzheimer’s disease patient and mouse
model plasma. PNAS 2015;112:4068.
Identificata nell’Alzheimer e nei modelli murini un’aumentata attivazione di
una serie di proteine, note come parte del sistema di attivazione da contatto,
che contribuiscono all’infiammazione. I risultati ottenuti dal lavoro
suggeriscono per questa patologia un nuovo meccanismo patogenetico, la
possibilità di test diagnostici e bersagli terapeutici.
TREM2 Lipid
Sensing Sustains the Microglial Response in an Alzheimer’s Disease Model. Cell
2015;160:1061. Vedi Articoli Gennaio 2013 (Variant TREM2 as Risk Factor for
Alzheimer’s Disease 2013;368:182 editoriale
ed articoli TREM2 Variants in
Alzheimer’s Disease. Pg 107 e TREM2 Variants in Alzheimer’s
Disease. Pg 117)
che identificano un gene di alta suscettibilità all’Alzheimer tardivo, con un rischio simile a quello dato dall’allele ε4 della apolipoproteina
E (ApoE), principale fattore di rischio dell’Alzheimer precoce e tardivo (con
rischio maggiore se in omozigosi). TREM2 è un recettore dell’immunità innata
espresso sulla membrane di un sottogruppo di cellule (dendritiche immature,
osteoclasti, macrofagi tissutali e microglia) che svolge diverse funzioni tra
cui l’eliminazione dei detriti neurali nel caso di lesioni anche infiammatorie
del SNC. Ora si dimostra che TEM2 è un sensore di molti tipi di lipidi che sono
associati all’accumulo di β-amiloide
e alla perdita neuronale. Quindi l’attenuazione della funzione microgliale è in
questo caso il meccanismo patogenetico della malattia.
GENETICA UMANA/CLINICA
***
Large-scale
discovery of novel genetic causes of developmental disorders. Nature
2015;519:223. Approccio genotype- driven di 1.133
bambini UK e Irlanda di 1.071 famiglie con grave difetto di sviluppo (deficit
intellettivo 87%, anomalie alla RM cerebrale 30%, convulsioni 24%,
malformazioni cardiache 11%) e i loro genitori usando una combinazione di
sequenziamento esomico ed array per individuare CNV. Nella maggior parte dei
casi (849 di 1.101) il b. era l’unico affetto, in 111 casi uno o più parenti avevano
la stessa condizione e 124 casi avevano un fratello affetto. Sono stati
individuati 12 nuovi geni dello sviluppo in 35 pz con mutazione considerata
patogenetica, che ha fatto aumentare la capacità diagnostica in questo gruppo
di pz, dal 28% al 31%.
Interessante:
nelle femmine si è osservato una significativo maggior successo diagnostico per
le mutazioni de novo rispetto ai
maschi; quando è stato individuato un unico gene-malattia il gene è stato
osservato solo una volta, solo 8 (ARID1B, SATB2, SYNGAP1, ANKRD11, SCN1A,
DYRK1A, STXBP1, MED13L) sono riscontrati in più casi (0.5-1% dei pz) e in 17 di
questi bambini sono state trovate 2 mutazioni di geni diversi considerate
patogenetiche. In conclusione allargando l’analisi genomica all’intera nazione
si sono identificati nuovi geni malattia. Un ulteriore stimolo a studi
collaborativi internazionali per migliore la sensibilità diagnostica delle
tecniche ora disponibili.
A
copy number variation map of the human genome. Nature Reviews Genetics
2015;16:172. La mappa aggiornata delle
CNV del genoma di persone sane appartenenti a vari gruppi etnici. Il 5-10% del
genoma è costituito da CNV con il coinvolgimento di circa 100 geni che possono
essere deleti senza apparente effetto fenotipico. Utile per la clinica e la
ricerca.
Paroxysmal itch caused by
gain-of-function Nav1.7 mutation. Pain 2014;55:1702. Mi sono imbattuto in
questo articolo (buona parte degli AA sono italiani) che credo utile leggere,
soprattutto per i clinici. Il prurito è un sintomo di diverse condizioni
sistemiche (cancro, m. ematologiche, uremia, allergie), vi è anche il prurito
neurologico in cui è coinvolto il pathway somato-sensoriale come ad es. nella
neuralgia post erpetica, nella sclerosi multipla o nelle neuropatie
periferiche. Il prurito neurologico può essere associato al dolore urente che
non induce necessariamente al grattamento. Comunque il prurito e il dolore
neurologico hanno specifici recettori periferici e pathway neurali diversi. E’
stata studiata una famiglia con più affetti da prurito parossistico da
mutazione di un gene del canale del sodio, SCN9A
(mutazioni con perdita di funzione danno insensibilità al dolore, con acquisizione
di funzione danno eritermalgia, dolore parossisitico e neuropatia delle piccole
fibre)(No pain, more gain. Nature Genetics 2013;45:1271 (Articoli Novembre 2013).
Avalanching
mutations in biallelic mismatch repair deficiency syndrome. Nature Genetics
2015;47:194. Commento di un articolo (Combined hereditary and somatic
mutations of replication error repair genes result in rapid onset of
ultra-hypermutated cancers. Pg.
257) in cui si dimostra che la combinazione di mutazione
ereditarie e somatiche dei geni di riparazione degli errori di replicazione
causano l’insorgenza precoce di cancro ad altissima quantità di mutazioni. Nel
lavoro sono stati studiati, mediante sequenziamento esomico e genomico, tumori (n°
17) di 12 pz con sindrome con predisposizione al cancro da difetto biallelico
della riparazione da appiamento alterato (mismatch) di basi (bMMRD, MIM
#276300)(geni MLH1, MSH2, MSH6 o PMS2). La
sindrome Lynch, con predisposizione a cancro del colon-retto, dell’endometrio e
di altri organi in età adulta è dovuta a perdita somatica del secondo allele.
Mentre bMMRD è una malattia recessiva in cui l’omozigote ha tumori di vari
organi/sistemi, tra cui cancro colon-rettale e cerebrale in età infantile.
In ogni tumore maligno cerebrale nel
caso di bMMRD era presente una mutazione somatica, che sembra casuale ma molto
precoce nello sviluppo tumorale, di una proofreading delle DNA polimerasi (POLE
o POLD1), necessaria per l’accuratezza della funzione polimerasica, con
conseguente ipermutazione (quantificabile con 249 mutazioni/Mb) molto superiore
a quelle riscontrabili in altri tipi di cancro, anche di quelli ad alto tasso
di mutazione come il melanoma e il tumore polmonare. Viene quindi suggerito un
nuovo meccanismo di progressione del cancro in cui si produce una precoce
esplosione di mutazioni dopo l’ablazione del sistema di riparazione del DNA.
Large multiallelic copy number variations in humans. Nature Genetics 2015;47:296.
Sappiamo che nel genoma umano le variazioni segmentali del numero di copie
(CNV) interessano migliaia di loci e che quelle rare e di una certa dimensione
(di centinaia di kb) spesso sono causa di malattia. Sappiamo anche che le
migliaia di quelle di ridotte dimensioni, sia del che dup, sono un
fattore di rischio per molte malattie complesse. Ci sono però molte ecntinaia
di segmenti genomici che hanno un numero di copie molto variabile, definite CNV
multialleliche (mCNV), che sono molto meno conosciute, perché di difficile
identificazione con le usuali metodologie molecolari. E’ stata adottata una
tecnica che è in grado di definire il numero di copie, gli alleli e gli
aplotipi presenti a livello delle mCNV di dimensioni maggiori. Queste mCNV sono
responsabili della principale variazione di dosaggio genico e di espressione
genica nell’uomo. Nella stessa popolazione si osservano CNV con ridotto numero
di copie accanto a pochi soggetti con alto numero di copie per alleli che hanno
duplicato molte volte un segmento genomico. Vengono presentati i possibili
vantaggi nel conoscere la distribuzione di queste mCNV per chiarirne
l’evoluzione e per cercarne una correlazione con vari fenotipi in ogni
popolazione.
Insurance
companies are slow to cover next-generation sequencing. Nature Genetics
2015;21:204. Commento che inizia sottolineando un’esperienza comune a chi fa
counseling genetico: “The use of NGS
“is very enticing (attraente) to families. You’re able to take a number of
disorders that [have similar symptoms] and look at them all at one time. It
also takes less time than it has in the past, allowing for a possible diagnosis
in a matter of weeks rather than months”. Ma il problema in USA è che alcune
assicurazioni non vogliono pagare per il NGS. Viene presentato il caso di un
bambino immigrato in USA e proveniente dalla Repubblica Dominicana con possibile
sindrome Hermansky- Pudlak Syndrome (HPS)(il pannello HPS costa da 1.500 a >6.000
$). Allora si è prudentemente ripiegato sull’analisi con Sanger del singolo
gene TYR, che è risultato mutato e
quindi il b. non ha HPS ma più semplicemente l’albinismo oculo-cutaneo OCA1, il
costo dell’esame fatto è di 400 $
(questa comunque è una buona lezione per tutti, non andare in automatico
chiedendo a tutti NGS, ndr). Le assicurazioni dicono che non c’è ancora
evidenza di un vantaggio clinico di NGS, cioè non si sa se il test offra
vantaggi misurabili nel management del pz. Ma le cose stanno lentamente
cambiando, è appena stato dato il codice per NGS (sinora in alcune sedi è stato
fatto dando codici non specifici). Questo almeno per un pannello di geni. E per
WES o WGS, i cui costi sono di 5.000-15.000$ con il rischio poi di
trovare risultati inattesi che ne faranno ancor più aumentare i costi? Vengono
riportate alcune situazioni in cui alcune assicurazioni hanno pagato, mentre in
altre no con i costi che ricadono quindi sulle famiglie, questo con la
motivazione che il test è ancora sperimentale o per ricerca. Si stanno proponendo
studi (US Institute of Medicine ) per la verifica dell’utilità clinica di NGS e
fino a quando non ci saranno evidenze di vantaggio chi paga “may continue to
put the brakes on readily paying for NGS tests” (sarebbe utile fare i calcoli
invece su quanto l’uso di NGS può evitare l’odissea diagnostica che costa molto
di più, oltre al disagio per il pz/famiglia, ndr).
Human Disease
Modeling Reveals Integrated Transcriptional and Epigenetic Mechanisms of NOTCH1
Haploinsufficiency. Cell 2015;160:1072. Una parziale risposta alla domanda
“why half full is not enough”. Nel lavoro,
usando cellule endoteliali derivate da cellule staminali (iPSC) umane di
eterozigoti di mutazioni di NOTCH1, causa di anomalie cardiovascolari, alterano
la risposta trascrizionale ed epigenetica allo shear-stress (tensione
tangenziale) emodinamico, che in vivo
protegge le valvole dalla calcificazione, causando una derepressione dei
network genetici (più di 1.000 geni) dell’osteogenesi, dell’infiammazione e
dello stress ossidativo.
Ancora aploinsufficienza: Pumilio1 Haploinsufficiency Leads to
SCA1-like Neurodegeneration by Increasing Wild-Type Ataxin1 Levels. Cell
2015;160:1087. Una bella introduzione sulle malattie
da malripiegamento proteico, dall’Alzheimer, Parkinson, ALS, malattie da
poliglutamina come Huntington, in cui il meccanismo patogenetico è rappresentato
da proteine che malripiegate si accumulano nei neuroni e producono un effetto
tossico. Talora, prosegue l’introduzione, l’effetto sul SNC è esercitato anche
da un accumulo della proteina normale, come nella duplicazione della proteina
precursore dell’amiloide, causa di Alzheimer precoce o la duplicazione o
triplicazione della α-sinucleina nel Parkinson familiare. E così nel più comune
Parkinson familiare in cui mutazioni di LRRK2 causano un incremento di sintesi
proteica, questo almeno nella Drosofila. L’Atassia spinocerebellare tipo 1
(SCA1, MIM #164400) è una delle malattie poliglutaminiche da espansione di una
tripletta CAG nella regione codificante il gene ATAXIN1, ad inizio nell’età
adulta con patologia motoria da degenerazione cerebellare e morte per
insufficienza respiratoria da disfunzione bulbare. Il meccanismo patogenetico è
costituito dall’accumulo di atassina nei neuroni perché non degradabile dal
pathway ubiquitina proteasoma. Per studiarne le modificazioni post traduzionali
si è ricorsi al modello transgenico murino. Si è osservato che la proteina
legante RNA PUMILIO1 (PUM1) non solo regola l’atassina modificando la stabilità
dell’RNA ma svolge anche un ruolo importante nella funzione neuronale. Perdita
di Pum1 nel topo comporta una neurodegenerazione simile alla SCA1 con aumento
dei livelli di Atxn1. Studiando vari incroci di topi si arriva alla conclusione
che nell’uomo sia l’aumento dei livelli di atassina con duplicazione di ATAXIN1
che l’aploinsufficienza di PUM1 contribuiscono alla neurodegenerazione. Dai
risultati ottenuti uno stimolo a studiare nelle proteinopatie le regolazioni
post traduzionali che possono chiarirne la loro patogenesi.
BIOLOGIA
Multicolor
CRISPR labeling of chromosomal loci in human cells. PNAS
2015;112;3005. Applicando la tecnica CRISPR multicolor
in fluorescenza è possibile determinare nelle cellule viventi la distanza
intranucleare tra loci posizionati in cromosomi diversi e il rispettivo
posizionamento e distanza di due loci sullo stesso cromosoma e confrontarla con
la loro distanza lineare sulla mappa fisica, permettendo così di valutare
l’entità del compattamento del DNA in quella regione. Un mezzo quindi che
studia le interazioni intra- ed intercromosomiche durante la progressione del
ciclo cellulare o durante la regolazione epigenetica o in risposta a stimoli
cellulari.
Myosin VI
deafness mutation prevents the initiation of processive runs on actin. PNAS online
March 6, 2015:E1201. Mutazioni della miosina VI causano
nell’uomo sordità e 3 mutazioni missenso note ne interessano il dominio
motorio. Nel topo una missenso sempre nel dominio motorio e una nulla che
causano sordità. Queste mutazioni alterano la normale organizzazione e il
mantenimento delle stereocilia, che sono strutture ricche di actina che
sporgono dall’estremità apicale delle cellule ciliate cocleari. In questo
lavoro si prova che una di queste mutazioni altera l’inizio del movimento
miosinico in condizioni di normali concentrazioni di ATP. Si dimostra che tale
difetto è curabile ricorrendo alla terapia con piccole molecole.
MODELLI ANIMALI E NUOVE TERAPIE
Social deficits in IRSp53 mutant mice
improved by NMDAR and mGluR5 suppression. Nature Neuroscience 2015;18:435. In alcune malattie
psichiatriche, come l’autismo e la schizofrenia, è presente deficit sociale.
Nel topo mancante di IRSp53 (o BAIAP2), che codifica una proteina
multi-funzione abbondante nelle sinapsi eccitatorie e che regola le spine
dendritiche, vi è un deficit sociale associato ad un’aumentata funzione di
NMDRR. Il trattamento con un antagonista di NMDAR o con un antagonista del
recettore metabotropico glutammatergico 5, che indirettamente inibisce la
funzione di NMDAR, normalizza l’interazione sociale. E si osserva che viene
normalizzata sia la funzione di NMDR che la plasticità nell’ippocampo e il
firing neuronale nella corteccia mediale prefrontale. Quindi l’alterazione
funzionale di NMRDR porta a deficit sociale, e la sua correzione ha effetti
terapeutici.
Increased
dopamine D2 receptor activity in the striatum alters the firing pattern of
dopamine neurons in the ventral tegmental area. PNAS 2015;112:E1498. I pz con schizofrenia hanno un deficit cognitivo non
trattabile. Ricorrendo ad un modello animale (topo) che ha difetti di
apprendimento, di memoria e motivazionale si dimostra che questi sintomi
derivano da anomalie a carico dei neuroni che rilasciano dopamina nell’area
ventrale tegmentale. Ricorrendo a topi ingegnerizzati ad esprimere un maggior
numero di recettori neuronali dopaminergico D2 nello striato si dimostra che la
manipolazione farmacologica selettiva dell’attività dei recettori NMDA
nell’area ventrale tegmentale potrebbe essere un bersaglio farmacologico per
questa malattia frequente ed invalidante.
CARATTERI-MALATTIE
COMPLESSE/STUDI ASSOCIAZIONE
Common variants in ACYP2 influence
susceptibility to cisplatin-induced hearing loss. Nature Genetics 2015;47:263. Il cisplatino è comunemente usato nella terapia dei tumori
solidi, ma ha anche effetti sfavorevoli tra cui la perdita di udito
irreversibile. Questo studio con GWAS di 238 bambini con tumore cerebrale di
recente identificazione ha identificato varianti del gene ACYP2 associate
all’ototossicità da cisplatino. Studio replicato in ulteriore campione. Le
varianti di questo gene comportano un forte rischio di una rapidissima perdita
di udito ed sono correlate con la gravità dell’ototossicità.
Discovery of six new susceptibility loci and analysis
of pleiotropic effects in leprosy. Nature Genetics 2015;47:267.
Sono noti numerosi loci di suscettibilità nell’infezione da micobatterio della
lebbra, ma non sufficienti per spiegarne l’ereditabilità. Questo è un nuovo
studio con GWAS (8.313 cinesi e 16.017 controlli) che conferma i precedenti
loci e ne identifica altri sei. I loci della lebbra hanno una tendenza ad
essere associati alle malattie infiammatorie e autoimmunitarie. L’ipotesi che
viene fatta e che necessita di conferma è interessante: risposte immunitarie ed
infiammatorie forti sono vantaggiose contro le infezioni, ma aumentano il
rischio di malattie autoimmunitarie ed infiammatorie.
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