Raccolta e brevi commenti di articoli di Genetica Medica e
Umana e di interesse generale del mese di Aprile
2016 (Spigolature) che hanno
attirato la mia attenzione o curiosità, pubblicati nelle seguenti riviste: British
Medical Journal, Lancet, Lancet Neurology, Nature, Nature Biotechnology, Nature
Genetics, Nature Medicine, Nature Neuroscience, Nature Reviews Genetics, Nature
Reviews Neuroscience, NEJM, PNAS, Science & Cell.
DA NON PERDERE
Ritual human sacrifice promoted and sustained the evolution of stratified
societies. Nature 2016;532:228. E’ stato presente in tutte le culture
il rito del sacrificio umano per compiacere o placare esseri superiori. Vi è
stato un ampio dibattito, che risale alla colonizzazione europea dell’America
centrale, per spiegare il perché di tale pratica che va dalla “purificazione”
sociale, alla giustificazione di conflitti politici, al cannibalismo come mezzo
per ovviare alla carenza proteica. Ma ci sono anche ipotesi politiche come la
legittimazione divina del potere di alcune classi sociali su altre, che
favorisce la stratificazione sociale dando luogo a regni, monarchie e agli
stati politici attuali.
In questo lavoro viene testata l’ipotesi di
controllo sociale applicando metodi bayesiani in 93 culture austronesiane (Oceania
e Asia sud-orienale) differenti per religione, struttura sociale e area
geografica (atolli o continente). Le motivazioni del sacrificio umano andavano
dall’avere infranto un tabù o un’usanza, il funerare di un capo o la
consacrazione di una nuova casa o di una barca; le vittime, tutte dello strato
sociale più basso o schiavi erano scelte da chi faceva parte dello strato più
alto come i sacerdoti e i capi, venivano decapitate, annegate, strangolate,
bruciate o seppellite. Sacrifici umani erano praticati nel 43% del campione e
in particolare nel 25% delle società egualitarie, nel 37% di quelle
moderatamente stratificate e nel 67% di quelle altamente stratificate. L’analisi
dettagliata delle situazioni porta a concludere che il sacrificio umano ha
svolto un ruolo molto importante nella costruzione e nel mantenimento di
società stratificate, favorendo la formazione di un sistema di classi su base
ereditaria. Conclusione degli AA: le teorie dell’evoluzione sulla religione ne
sottolineano la funzione in senso prosociale e morale, ma i risultati ottenuti
mettono in evidenza un “darker link” con
lo sviluppo di società gerarchizzate (con gradini sociali).
Diagnosis by exclusion: take time to talk to patients and offer
information and explanations. BMJ 2016;353:i2029. Lettera di commento di un
articolo che sottolinea un aspetto importante che riguarda i nostri pz e la
genetica clinica, non solo la medicina d’urgenza come in questo caso. L’A sottolinea che spesso la strategia diagnostica che si adotta è la
seguente: “The clinician draws up a mental list of (life
threatening) diagnostic possibilities, rules these out using a series of
expensive investigations, and then discharges a successfully “ROASTed” patient
back into the community with a description of what is not wrong with him or her”.
Questo lascia il medico soddisfatto, ma non il pz che
rimane sconcertato perché non sa quale sia la causa della sua sintomatologia.
In più le indagini a tappeto portano a eseguire altri test per chiarire quello
che producono, inappropriate etichette diagnostiche e risultati inattesi. E’
meglio prima di continuare a chiedere esami sedersi, parlare con il
pz/famiglia, capire quello che li preoccupa, fornire informazioni e spiegazioni
coerenti e non ordinare esami a tappeto.
Mi sono imbattuto in questi articoli e per curiosità
li ho letti:
Randomized
Noninferiority Trial of Telephone Delivery of BRCA1/2 Genetic Counseling
Compared With In-Person Counseling: 1-Year Follow-Up. J. Clinical
Oncology Ahead of Print on June 20, 2016. Ho sempre considerato la
consulenza genetica come un impegnativo atto medico che richiede attenzione (da
spegnere il cellulare) e dedizione (concentrato sul consultando), impensabile
al telefono. Queste due esperienze, soprattutto quella del counseling per BRCA,
fa pensare ai ruoli e al come se la vediamo applicata a livello di popolazione,
non sul singolo paziente. In una nazione come gli USA può non essere agevole
recarsi in un centro di consulenza oncologica, magari lontano centinaia di km,
per una consulenza. In questo studio randomizzato con follow-up di 1 anno si è
voluto valutare l’efficacia del consulto fatto con la persona davanti (n° 495) e
il consulto telefonico (n° 493) in donne a rischio di cancro ereditario
mammario e/o ovarico residenti in varie aree geografiche. La valutazione ha
riguardato gli aspetti psico-sociali, le capacità decisionali e la qualità di
vita. In ambedue i casi ai consultandi è stato inviato a casa materiale
informativo e con il loro consenso lo stesso è stato fatto per i rispettivi
curanti.
Sebbene la consulenza telefonica sia risultata
associata a un minore ricorso al test genetico risulta comunque che l’efficacia
sia analoga. Un commento: per le malattie rare, in gran parte genetiche, in cui
magari esiste solo un centro o due in Italia per la diagnosi o la cura, è
possibile pensare di rendere tale consulto fattibile, anche in termini di
prestazioni sanitarie riconosciute? Facciamo qualcosa anche per evitare le
odissee diagnostiche a cui sono costretti alcuni nostri pazienti?
Randomized
Trial Comparing Telephone Versus In-Person Weight Loss Counseling on Body
Composition and Circulating Biomarkers in Women Treated for Breast Cancer: The
Lifestyle, Exercise, and Nutrition (LEAN) Study. J. Clinical
Oncology 2016;34:669. I consigli telefonici sembrano funzionare
come esserci di persona nel controllo del peso con effetti favorevoli anche sui
livelli di proteina C reattiva.
Attention deficit in children is linked to exposure to phthalates in
medical tubing. BMJ 2016;353:i2103. Gli ftalati (esteri dell'acido ftalico
usati nell'industria delle materie plastiche come agenti plastificanti, cioè come
sostanze aggiunte al polimero per impartire caratteristiche di flessibilità ed
elasticità, wiki), banditi dai giocattoli sono però usati negli strumenti
medici per dare loro ancor più flessibilià. Commento
di un articolo (Circulating
phthalates during critical illness in children are associated with long-term attention
deficit: a study of a development and a validation cohort. Intensive Care Medicine
2016;42:379) il cui editoriale (Dealing with
phthalates in medical devices: a case of primum
non nocere (first do no harm)? 2016;42:602) inizia così: “Is it possible that we
are, inadvertently, harming the longterm health and development of patients
receiving intensive care unit (ICU) therapy in infancy? How would we know? What
constitutes evidence of harm? What experiment would convince practitioners,
toxicologists and public health experts? Would we be able to change some aspect
of our practice to prevent such harm?”. L’articolo
riporta i risultati di una ricerca randomizzata di 100 bambini sani e di 449
bambini trattati in reparto di terapia intensiva pediatrica (PICU) con uno
studio di correlazione tra livelli plasmatici di di(2-ethylhexyl)phthalate
(DEHP) e risultati di test neuro-cognitivi applicati 4 anni dopo. Osservata una
stretta correlazione oltre un certo valore soglia di tali metaboliti e
compromissione neurocognitiva (ADHD e alterata coordinazione motoria),
soprattutto per i bambini più piccoli e in condizioni critiche. Stessi
risultati sono stati ottenuti con un successivo campione di 221 pz. Questo tenendo
conto anche di vari fattori confondenti come il periodo di permanenza in PICU e
complicazioni. Nel lavoro si stima che l’esposizione allo ftalato spiega circa
la metà dei bambini con ADHD precedentemente ricoverati in PICU. Nell’editoriale
però si sottolinea che quasi il 90% dei pz sono stati esposti anche ad anestestetici
volatili e benzodiazepine rendendo impossibile separare l’effetto di DEHP da
quello possibile delle altre sostanze somministrate. Si suggerisce quindi la
necessità di ulteriori per stabilire se in un particolare momento della vita l’esposizione
a ftalati possa compromettere lo sviluppo neurocomportamentale, ma si chiede anche
se non si possano usare in PICU altri agenti plastificanti di provata non
tossicità.
PER I PEDIATRI E PER ALTRI SPECIALISTI (Pediatri,
Neuropsichiatri Infantili, Neurologi, Ostetrici, Cardiologi, Psichiatri, ORL,
Medici della riproduzione, Patologi ecc.).
Comparative
systems pharmacology of HIF stabilization in the prevention of retinopathy of prematurity.
PNAS
2016;113:E2516. L’attivazione farmacologica del
pathway del fattore inducibile dall’ipossia (HIF) previene la retinopatia da
ossigeno indotta sperimentalmente nel topo. Una possibile prevenzione della
retinopatia del prematuro.
Bipolar disorder. Lancet 2016;387:1561. Seminario su questa patologia cronica ricorrente caratterizzata da fluttuazioni
dell’umore, che abbiamo tutti ma diventa un vero e proprio disturbo affettivo
quando è oscillante e persistente tanto da interferire con la vita quotidiana.
Il disturbo bipolare è variabile e può essere classificato come unipolare
(episodi depressivi), bipolare II e bipolare II (alternanza di episodi
depressivi con episodi maniacali). E’ frequente (>1% della popolazione) senza
differenze di etnia o di sesso, è una delle principali cause di disabilità nei
giovani con invalidità cognitiva e funzionale e tendenza al suicidio. La
diagnosi, inclusa la diagnosi differenziale, non è agevole, non ci sono
biomarcatori diagnostici.
E anche la
scelta terapeutica non è agevole (vedi Tab. 1 e 2), soprattutto per le
frequenti comorbilità. In questo seminario si parla poco di ereditabilità
(alta) e di genetica, si dice solo che sono stati fatti notevoli progressi in
questo campo.
Creating human germ cells for unmet reproductive
needs. Nature Biotechnology 2016;34:470. Correspondence. Potrebbe esserci la
possibilità per coppie in cui un componente non abbia gameti o per coppie dello
stesso sesso di rigenerare cellule germinali da cellule somatiche. Questo è
stato dimostrato nel topo ricorrendo a 3 diverse tecniche con l’uso di cellule staminali totipotenti indotte ed embrionali (iPSC, ESC) con la nascita di prole sana.
Anche nell’uomo con le stesse tecniche sono stati ottenuti spermatidi aploidi,
mentre non è ancora stato possibile generare oociti. Ma con qualche nota di
cautela nella sua applicazione clinica a causa della nota instabilità genetica
delle cellule staminali indotte, con anomalie di struttura cromosomiche e mutazioni
de novo del DNA nucleare e mitocondriale. Ma oltre a questo si pongono anche
quesiti etici, come la necessità per alcune tecniche di richiedere tessuto
fetale umano da aborti spontanei o tessuto embrionale umano. E poi per
l’applicazione di tali tecniche nell’uomo occorrono ampie sperimentazioni
cliniche e l’ostacolo posto dalle leggi relative alla tecnologia di
riproduzione assistita che variano, come ben sappiamo, da nazione a nazione.
Individual
differences in frontolimbic circuitry and anxiety emerge with adolescent
changes in endocannabinoid signaling across species. PNAS
2016;113:4500. Nel periodo adolescenziale c’è un
incremento di incidenza dei disordini di ansia, ma le terapie applicate si
basano su studi negli adulti. L’individuazione di fattori genetici di rischio
per queste patologie potrebbe favorire lo sviluppo di terapie specifiche. Nel
lavoro si è voluto verificare con MRI in diffusione in più di 1.000 persone di
età 3-21 anni l’effetto di una comune variante genetica (polimorfismo del gene
FAAH- amide idrolasi degli acidi grassi), che idrolizza gli endocannabinoidi
interessando il loro segnale e modificando lo sviluppo del circuito
fronto-limbico e possibilmente contribuendo all’insorgenza nell’adolescenza
della sintomatologia ansiosa. Dal confronto tra
portatori della variante e non portatori risulta che chi ha la variante ha una
maggior connettività fronto-limbica dall’adolescenza sino all’età adulta, ma
non nell’infanzia, ed anche un minore ansietà (referita). Analoghi risultati di
ottengono con i topi knock-in del polimorfismo FAAH. Quanto osservato potrebbe
avere delle notevoli implicazioni nell’identificazione di fattori di rischio
per queste patologie e nell’individuazione di terapie mirate nell’encefalo che
si sta sviluppando.
Gene therapy gets a high-stakes test. Science
2016;352:286. Novità per
il deficit di crescita fetale con insufficienza placentare, patologia in genere
da causa non nota e che interessa il 7% delle gravidanze ed è responsabile di mortalità e morbilità fetale.
All’University College di Londra hanno in programma per il prossimo anno una
sperimentazione clinica con terapia genica mirata alle arterie uterine. La
sperimentazione sull’animale ha dimostrato che potrebbe essere utile
sovraesprimere (ricorrendo ad un vettore adenovirale a bassa emivita che non
passa la barriera placentare) il fattore di crescita dell’endotelio vascolare
endoteliale. Il progetto, EVERREST, è
stato finanziato in gran parte da EMA con più di 7 milioni € ed inizierà reclutando 15-24 gravide. In
Colorado un chirurgo fetale/pediatra sta sperimentando negli animali la
possibilità di trasferire nella placenta un altro gene, IGF1. Se si faranno
bene le cose, dice il chirurgo, con un’eventuale terapia in utero i benefici
sembrano molti maggiori dei rischi. Perché per le famiglie “the
alternative is bleak: doing nothing or delivering the baby—and hoping she
survives”.
Antenatal Glucocorticoids for Late Preterm Birth? NEJM 2016;374:1376.Editoriale di una sperimentazione
clinica (Antenatal Betamethasone for
Women at Risk for Late Preterm Delivery. NEJM 2016;374:1311) in cui si dimostra che il betametasone
dato alle donne a rischio di parto premature riduce il tasso di complicazioni
respiratorie del neonato (ClinicalTrials.gov number, NCT01222247).
Italy’s women are finding it harder to get abortions as number of
pro-choice doctors fall. BMJ 2016;353:i2184. Il corrispondente del BMJ da Roma
sottolinea che il Consiglio di Europa (fondato nel 1949 con il Trattato di
Londra e che è un’organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la
democrazia, i diritti dell'uomo, l'identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa, wiki) ha denunciato l’Italia perché non
rende disponibile di routine l’interruzione volontaria di gravidanza. E’ in
atto infatti una discriminazione nei confronti del personale sanitario (medici
e non medici) disponibili ad eseguirle, personale che sta diminuendo sempre di
più. In alcuni casi le donne sono costrette a rivolgersi ad altre sedi, in
Italia o all’estero, con il rischio di non potersi avvalere dell’aiuto di
persone competenti. La
Laiga (the Free Association of Italian
Gynaecologists for the Application of Law 194) sta reclutando 30 avvocati che
possano assistere legalmente e gratuitamente gli operatori sanitari disponibili
ad eseguire IVG e le donne che intendono sottoporsi all’interruzione.
Patients’ views can improve clinical trials for Participants. BMJ 2016;353:i1922. Personal view di una pz con più malattie, tra cui due tumori, che personalmente
e anche come research advocate reclutando altri pz (http://patients.umaryland.edu/) ha
partecipato a varie sperimentazioni cliniche. Pone l’importante questione di
coinvolgere nella preparazione o nella conduzione della ricerca i possibili pz
e le loro famiglie e ascoltare le loro proposte o suggerimenti nel corso della
sperimentazione. Per favorire la partecipazione pone vari suggerimenti, come la
facilitazione di colloqui con i ricercatori, documenti comprensibili e la
comunicazione dei risultati ottenuti. L’A conclude con un suo suggerimento,
sinora inascoltato da chi sovvenziona la sperimentazione a causa dei costi, di
una copertura assicurativa per i partecipanti per le cure relative alla
sperimentazione, anche degli effetti negativi che può provocare. Utile il sito su
indicato.
IMMAGINI
A boy with a sac-like protrusion at the occipital region. BMJ 2016;353:i2073. Endgame, con immagini, facile da risolvere.
Triangular
lunulae in nail-patella syndrome. BMJ 2016;353:i1371. E’ d’obbligo per il clinico a
cui è richiesta una “valutazione dismorfologica” di guardare sempre anche le mani.
E ovviamente se si sospetta la s. Nail-Patella (MIM #161200) le si guardano
con molta attenzione, magari
individuando un segno distintivo come quella che si vede nell’immagine: le
lunette (area di colore più chiaro alla base dell’unghia che occupa nei giovani
circa il 20% della lunghezza dell’unghia, ndr) invece di essere a semicerchio
sono triangolari. Se vedete una persona, soprattutto un bambino, con tale segno
fate una valutazione oftalmologica (glaucoma e altro) e renale.
CASI CLINICI
A
Deficient Diagnosis. NEJM 2016;374:1369. Bambino di 2.5 anni che da sei
settimane lamenta difficoltà ad appoggiarsi ad una gamba, dolente. Identificata
una possibile frattura fibulare ed emorragie gengivali. La madre riferisce che
è sempre stato un “picky eater” (schizzinoso nel mangiare). Al PS la TC
dell’arto non conferma la frattura, si osserva ipercheratosi e si documentano
anomalie ematologiche che portano alle più disparate diagnosi e relativi
accertamenti. Una malattia ormai molto rara da noi (per inciso, l’ho
sperimentata pure io da adolescente sconsiderato e per lo stesso motivo), ma a
cui pensare in un’epoca di diete assurde fatte per moda.
EPIGENETICA
Early-life
nutrition modulates the epigenetic state of specific rDNA genetic variants in
mice. Science
2016;353:495. E’ noto da tempo che nei mammiferi eventi
avversi nel corso della vita prenatale hanno un effetto duraturo sul fenotipo
adulto, un processo chiamato “developmental programming”, in cui si ritiene che
svolga un ruolo chiave la modulazione epigenomica. In questo lavoro femmine di
topo sono state sottoposte a restrizione proteica con la dieta dal concepimento
allo svezzamento. Come atteso allo svezzamento è presente deficit di crescita
(25%) nei topi trattati in utero rispetto ai controlli e successivamente una
riduzione dei movimenti spontanei e una ridotta secrezione insulinica da carico
glucidico. Il deficit nutrizionale materno patito durante lo sviluppo condiziona
la crescita del topo agendo sullo stato epigenetico dell’rDNA (DNA che codifica
per le subunità dei ribosomi). Tale effetto è influenzato da una variazione
genetica presente normalmente nell’RNA ribosomiale. Esiste quindi un
“epiallele” il cui stato epigenetico è influenzato da un’interazione tra
genotipo ed esperienze subite nel primo periodo di vita.
TERATOLOGIA
Chernobyl disaster 30 years
on: lessons not learned. Lancet 2016;387:1707. Quali sono
gli effetti a lungo termine sulla salute dell’esplosione di Chernobyl a
distanza di 30 anni (all’1:23
e 40 secondi il mattino del 28 Aprile 1986)? Cosa racconta un operatore che
lavorava all’impianto e che fortunatamente non era in servizio in quel momento?
Arrivando al lavoro con il bus la mattina seguente ha visto poliziotti con il
fucile, come nella scena di un film, e il reattore parzialmente distrutto.
Nessuno l’aveva avvertito né gli è stata dato alcun indumento protettivo. Si
sono messi al lavoro per spegnere il fuoco com’erano vestiti con un piccolo
respiratore e una protezione per la tiroide. Fortunatamente, nonostante l’entità
delle radiazioni assorbite, non ha avuto effetti immediati sulla salute, a
differenza dei suoi colleghi, deceduti nel giro di qualche settimane, che erano
di turno quella notte. Dopo giorni di silenzio, sotto pressione dei paesi
occidentali che denunciavano il fatto, l’Unione Sovietica ha alla fine ha ammesso
l’incidente ed evacuato l’area. La situazione attuale a Chernobyl è
completamente cambiata anche perché buona parte degli isotopi rilasciati hanno
un breve emivita. E quindi ora l’area è stata definita dal governo ukraino
“environmental sanctuary“ (vedi anche Epidemic of fear. Science 2016;351:1022 in Spigolature del Feb 2016
e Long-term census data reveal
abundant wildlife populations at Chernobyl. Curr Biol
2015;25:R824 Spigolature Ott 2015). I controlli
sulla salute pubblica (sta per essere pubblicato un aggiornamento) dicono che gli
effetti a lungo termine, anche se seri, sono inferiori all’atteso e i livelli
di radioattività del terreno, maggiori rispetto ad altre aree, sono sempre più
bassi rispetto ad aree dove sono stati fatti esperimenti nucleari. Oltre ad un
incremento dei tumori tiroidei, è stato segnalato un incremento di cataratta,
problemi cutanei e un lieve aumento di casi di leucemia infantile. Sono state
seguite 91 persone che lavoravano nell’impianto e che hanno continuato a
lavorarci perché l’incidente doveva rimanere segreto. Come segrete sono state
le sostanza chimiche usate con effetti non noti. Ma cosa ha provocato
l’esplosione? L’operatore su citato nega che sia stato fatto un test non
autorizzato, ma sostiene che sia stata provata la funzione di un nuovo sistema
di sicurezza. Ma rimane tutto un segreto che non aiuta ad evitare altri
incidenti nucleari in altri impianti, come a Fukushima nel 2011 dove,
nonostante la posizione dell’impianto lo richiedesse, non sono stati previsti
adeguatamente gli effetti di terremoti e dello tsunami. Quindi “Chernobyl disaster say the main lesson is simple:
secrecy kills”.
Lamotrigine for epilepsy may not increase risk of birth defects, study
shows. BMJ 2016;353:i1965. Commento di un articolo (Lamotrigine use in pregnancy and risk of
orofacial cleft and other congenital anomalies. Neurology 2016;86:1716) sull’effetto teratogeno, se assunto dalla
gravida, di un farmaco antiepilettico usato anche per il Disturbo bipolare, Lamotrigina.
Era stato prospettato, in base ad uno studio USA, da The Medicines and Healthcare
Products Regulatory Agency (UK) un rischio teratogeno (di sei volte) per schisi oro-facciali. In
base all’analisi attuale di 21 registri europei (tra cui due italiani) delle malformazioni
congenite EUROCAT CA il farmaco non risulta associato ad un incremento significativo
di schisi labiali o palatine o di piede torto. Essendo riportato da vari lavori
un incremento di rischio di schisi facciale associato a vari farmaci
antiepilettici gli AA consigliano comunque, indipendentemente dal farmaco usato
dalle madri epilettiche, un controllo ecografico fetale.
ZIKA
VIRUS
Positive IgM for Zika virus
in the cerebrospinal fluid of 30 neonates with microcephaly in Brazil. Lancet
2016;387:1811. Lettera all’Editore in cui si porta una conferma
sierologica dell’infezione da zika nel SNC di 30 neonati con microcefalia.
Testati campioni di siero e liquor per zika, dengue e chikungunya con RT-PCR e
cercate IgM zika specifiche risultate positive nel 97% dei campioni di liquor e
nel 90% di siero. Le IgM non passano la barriera placentare ed ematoencefalica
e questo indica che l’infezione ha interessato il SNC. Non è stato trovato RNA
virale probabilmente perché l’infezione materna è avvenuta almeno 6 mesi prima
del parto. Quindi un’ulteriore prova che la microcefalia è dovuta all’infezione
da zika.
Zika virus: a little less
speculation, a little more action. Lancet Neurology 2016;15:343. Editoriale che pone la seguente domanda: se zika è così teratogeno come
sembra perché ci accorge solo ora del suo effetto teratogeno quando l’infezione
nell’uomo è nota in Asia ed in Africa da almeno 60 anni? Parziale spiegazione:
piccole epidemie e poca attenzione sanitaria nell’identificazione di patologie
neurologiche in alcune nazioni. L’attuale epidemia di zika con il
coinvolgimento dell’intera popolazione brasiliana ha portato al riconoscimento
di un’emergenza sanitaria che consentirà di verificare con strumenti
epidemiologici e di laboratorio la relazione tra infezione, sindrome
Guillain-Barré e microcefalia fetale.
Zika infection in pregnancy is linked to range of fetal abnormalities,
data indicate. British Medical Journal
2016;352:i1562. Risultati preliminari
di test su sangue e urine relativo a gravide (n. 88) che hanno avuto
manifestazioni cutanee nei 5 giorni precedenti seguite a Rio de Janeiro. Risultate
positive al virus zika 72 su 88 con infezione contratta tra le 5 e le 38 sg. Anomalie
ecografiche fetali in 12 su 42 positive a zika, nessuna anomalia fetale nelle
16 risultate negative a zika. Osservata: morte fetale in 2 donne infettate a 36
e 28 sg, deficit di crescita con o senza microcefalia in 5 feti e anomalie
cerebrali (calcificazioni ventricolari ed altro) in 7 feti, e anomalie del LA o
arteriose in 7 feti. Sinora 8 delle 42 donne infettate da zika che hanno avuto
lo screening ecografico fetale hanno partorito e in tutte è stato confermato
quanto risultato all’ecografia.
Convicting Zika. BMJ 2016;353:i1847. Ci si domanda giustamente perchè il virus Zika, noto dal
1947, “has
been forgotten for many years”? Cosa è stato trascurato in tutti questi anni sugli
effetti di questo virus, si domanda un Associate Editor del BMJ? Viene fatta un’analisi
di quanto si sa, incluso uno studio che suggerisce che il rischio di
microcefalia fetale per infezione da zika nel primo trimestre di gravidanza sia
basso (1%), rischio che potrebbe essere inferiore a quello della rosolia o della
toxoplasmosi e che l’impatto teratogeno del virus sulla popolazione potrebbe
essere stato amplificato dal fatto che poche persone ne sono immuni. Si ricorda
anche che le cause della microcefalia sono moltissime, da infezioni
(toxoplasmosi, rosolia, herpes, lue, citomegalovirus, HIV) o da esposizione a
sostanze tossiche, alcool, anomalie genetiche e che “most of the reported cases
have occurred in low income families”. Ad ogni modo questa potrebbe essere una
buona opportunità per una collaborazione tra i vari sistemi sanitari che sono
attualmente isolati (proverbiali silos) gli uni dagli altri.
US agency says Zika virus causes microcephaly. BMJ 2016:353:i2167. CDC (Centers for Disease Control)
USA ha annunciato (13 Aprile) che l’incremento di casi di microcefalia in Brasile
sono dovuti all’effetto teratogeno del virus zika, responsabile anche di cecità
congenita, natimortalità ed altre anomalie fetali. Tale annuncio coincide con
la pubblicazione su NEJM (2016;374:1981) che riporta la conclusione di esperti
del centro CDC che hanno valutato le prove dell’effetto teratogeno di zika.
Clinical
features and neuroimaging (CT and MRI) findings in presumed Zika virus related
congenital infection and microcephaly: retrospective case series study. BMJ
2016;353:i1901. Popolazione in studio: 23 bambini con diagnosi
di microcefalia da probabile infezione congenita da virus zika (6 risultati
positivi per anticorpi IgM al virus nel liquor cefalorachidiano) nel periodo
dell’epidemia di microcefalia in Brasile seguiti dalla Association for
Assistance of Disabled Children, (AACD), Pernambuco state, Brasile. La TC
cerebrale di 22 bambini ha mostrato in tutti calcificazioni
cortico-subcorticali della sostanza bianca, in 21 difetti corticali, in 20 ridotte
dimensioni cerebrali, in 19 ventricolomegalia e in 11 ipoplasia cerebellare o
del tronco. La RM in 8 ha mostrato in tutti le stesse calcificazioni della TAC,
malformazioni corticali, in prevalenza frontali, e ventricolomegalia. In 7 allargamento
della cisterna magna, ritardo di mielinizzazione e in 6 discreta riduzione del
volume cranico, pachigiria, ed anomalie callose. Nel 75% dei casi le anomalie
erano simmetriche.
Con Editoriale del BMJ: Neuroimaging findings of
babies with microcephaly and presumed congenital Zika virus infection. BMJ
2016;353:i2194 con sottotitolo “Images add to evidence that Zika
virus causes microcephaly”.
Zika
protein structure solved. Nature 2016;532:285. Studiata la struttura della proteina che
favorisce l’infezione virale delle cellule (Zika virus NS1
structure reveals diversity of electrostatic surfaces among flaviviruses. Nat Struct Mol Biol. 2016;
23:456), simile ma con qualche
differenza rispetto ad altri virus come il virus dengue e il virus del Nilo
occidentale, che può spiegare la differente sintomatologia.
Zika
Virus. NEJM 2016;374:1552. Ottima revisione e Perspective sugli effetti
dell’infezione da virus zika (Zika Virus as a Cause of
Neurologic Disorders. NEJM 2016;374:1506). Viene presentata la letteratura sulle conseguenze
neurologiche per le persone infettate dal virus zika (s. Guillain-Barrè) e per
i feti (microcefalia) di gravide infettate a livello mondiale.
Zika virus in the Americas: Early epidemiological and genetic findings. Science 2016;352:345. Studio mediante NGS di come il virus è entrato in America, singolo virus nel periodo Maggio-Dicembre 2013, quindi 12 mesi prima della sua comparsa in Brasile. I dati epidemiologici di segnalazioni di microcefalia in Brasile correlano, senza però poter consentirne il nesso causale, con l’incidenza di zika intorno alle 17 settimane gestazionali. Le modalità di trasmissione sono madre-figlio, rapporto sessuale e trasfusione, fatto che suggerirebbe lo screening dei donatori di sangue.
What Will It
Take to Respond to the Threat of Zika? Cell 2016;165:510. Pareri di 6
esperti di varie nazioni di argomenti disparati: Microcephaly Mystery, A Dual
Research Path, Global Surveillance, Persons places and time, Following Through
e Stop the Mosquito.
IMMAGINI
A neonate
with dyspnoea. BMJ 2016;353:i2361. E’ una spot diagnosi guardando le Rx torace.
A boy with a sac-like protrusion at the occipital region. BMJ 2016;353:i2073. Diagnosi facilmente sospettabile su base clinica.
ZIBALDONE
Organ donation during the
financial crisis in Greece. Lancet 2016;387:1511.
Corrispondenza di AA greci della donazione di organi da cadavere da vivente,
con la Grecia nella peggiore situazione rispetto ai paesi mediterranei che come
la Grecia hanno avuto/hanno difficoltà finanziarie. In Portogallo e in Spagna,
merito della legislazione, la donazione di organi sta lentamente crescendo. In
Grecia questa situazione non è dovuta solo alla crisi finanziaria ma anche
all’inadeguatezza del sistema sanitario e all’orientamento della popolazione
per la donazione di organi.
Revealing
metallic ink in Herculaneum papyri. PNAS 2016;113:3751. In questa pubblicazione (ovviamente alcuni AA sono
italiani) con il ricorso ad analisi con sincrotone si prova che in frammenti di
papiro trovati negli scavi di Ercolano l’inchiostro usato per scrivere
conteneva, contrariamente quanto sinora ritenuto, molto piombo (vedi sintesi http://www.lswn.it/archeologia/i-papiri-di-ercolano-scritti-con-inchiostro-metallico/).
Questo consentirà di leggere il testo di molti rotoli di papiro ancora non conservati
ad Ercolano che non sono stati aperti per non danneggiarli.
Algorithmic
handwriting analysis of Judah’s military correspondence sheds light on
composition of
biblical texts. PNAS 2016;113:4664. Si ritiene che la precondizione per la compilazione dei
testi biblici sia stata la diffusione della scrittura, ma non è noto se la fase
principale della loro compilazione sia avvenuta prima o dopo la distruzione di
Gerusalemme nel 586 a.C. L’analisi mediante
algoritmi computerizzati di
frammenti di ostracon (vasi) con iscrizioni trovati nella
fortezza di Arad nel deserto e scritti circa nel 600 a.C. dimostra che la
scrittura è di almeno 6 persone diverse. Questo sottolinea la diffusione della
scrittura a vari livelli che ha favorito, si ritiene in questo periodo, la
compilazione dei testi biblici.
Dinosaurs in
decline tens of millions of years before their final extinction. PNAS
2016;113:5036. Dibattuta la questione se i dinosauri
fossero o meno in declino prima della loro estinzione 66 milioni di anni fa.
Con un approccio statistico si suggerisce che i dinosauri hanno avuto una
considerevole riduzione della capacità di rimpiazzare le specie estinte,
soprattutto gli per gli Ornitischi, i Saudopodomorfi e i Teropodi, con nuove
specie almeno 10 milioni di anni prima rendendoli così incapaci di rispondere
rapidamente agli aventi catastrofici avvenuti appunto 66 milioni di anni fa.
The
hungermetrics mirage: There’s been less progress on hunger reduction than it
appear. PNAS 2016;113:4880.
Opinion. Nel suo rapporto finale sul raggiungimento degli Obiettivi del
Millennio (2015) l’ONU sostiene che la povertà si è ridotta a metà e che la
fame nel mondo si è “drammaticamente” ridotta. Non c’è dubbio che nei paesi in
via di sviluppo vi sono stati in questi ultimi 25 anni significativi progressi
nel ridurre la fame. Ma se si analizzano bene i dati paese per paese e tra i
vari paesi sorgono molte ambiguità delle statistiche usate, che potrebbero
portarci a concludere che la realtà presentata sia molto meno favorevole di
quanto presentata. In questa Opinion si sottolineano tali ambiguità e si
propongono soluzioni (commissione di esperti indipendenti) per una futura valutazione più obiettiva che
ci dica veramente dove siamo nell’auspicabile obiettivo di “zero hunger”.
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