Raccolta e brevi commenti di articoli di Genetica Medica e
Umana e di interesse generale del mese di Ottobre 2015
(Spigolature) che hanno attirato la
mia attenzione o curiosità, pubblicati nelle seguenti riviste: British Medical
Journal, Lancet, Lancet Neurology, Nature, Nature Biotechnology, Nature
Genetics, Nature Medicine, Nature Neuroscience, Nature Reviews Genetics, Nature
Reviews Neuroscience, NEJM, PNAS, Science & Cell.
DA NON PERDERE
Can epigenetics explain
homosexuality puzzle? Science
2015;350:148. Dice un
inno gay “Baby, I was born this way” (da una canzone del
2011 di Lady Gaga). Sottotitolo: Uno
studio di gemelli ha identificato un legame tra metilazione del DNA ed
orientamento sessuale. Le ricerche degli ultimi 20 anni non hanno
portato ad individuare i “geni dell’omosessualità”. Questo studio, che
riferisce risultati ancora del tutto preliminari e con il limite di piccoli
numeri, è stato presentato al meeting ASHG di Baltimora e sembra confermare
quanto suggerito nel 2012 che l’epigenetica potrebbe avere un ruolo
nell’orientamento sessuale. Gli “epi-marks” di una persona in genere rimangono
per tutta la sua vita e vengono cancellati nelle cellule germinali ed il feto inizia
la sua vita senza marcature epigenetiche; ma sappiamo anche che alcuni marcatori
epigenetici vengono invece trasmessi alla generazione successiva. Nel 2012 è
stato pensato che tali marcatori che non sono stati cancellati trasmessi da
padre a figlia o da madre a figlio sono causa di omosessualità. Si ipotizza che
marcatori ereditati che influenzano la sensibilità fetale al testosterone in
epoca prenatale potrebbero mascolinizzare l’encefalo della femmina e
femminilizzare l’encefalo dei maschio, portando all’omosessualità. Da qui
l’idea di studiare 140.000 regioni del DNA di 37 paia di gemelli maschi
discordanti (uno omosessuale e l’altro no) e 10 paia di gemelli, ambedue
omosessuali. Identificate 5 regioni genomiche con metilazione fortemente
associate all’orientamento sessuale ed è stato identificato un gene importante
per la conduzione nervosa ed un altro implicato nella funzione immunitaria. Per
verificare i risultati ottenuti il campione di gemelli discordanti per
orientamento sessuale è stato suddiviso in due parti e calcolato in uno la
forza dell’associazione tra specifici marcatori epigenetici e orientamento
sessuale, e poi è stato verificato nel secondo gruppo se fosse possibile
prevedere l’orientamento sessuale del gemello, trovando un’accuratezza di
previsione del 70%; se l’ipotesi è valida la marcatura epigenetica materna è
stata cancellata solo in uno dei due o, forse, si è prodotta in epoca
postconcezionale. Ovviamente i commenti dei ricercatori riguardano la necessità
di conferma dei risultati e sottolineano anche il fatto che sarebbero più
convincenti se le differenze epigenetiche riguardassero la sensibilità
prenatale al testosterone. (Considerazione scontata e forse dovuta, ndr) “the new findings should not be used to
produce a test or “cure” for homosexuality”.
Should women abstain from
alcohol throughout pregnancy? BMJ
2015;351:h5331. Head to head
su una convinzione diffusa: quanto viene suggerito sull’assunzione o meno di
alcool da parte della gravida sia poco consistente e piuttosto confuso (es. quando
ci si riferisce alla quantità assumibile chi capisce cosa sia “unit of alcohol”?).
Dimensione del problema: in UK un recente studio prospettico dice che assume
alcool il 79% delle gravide nel primo trimestre, il 63% nel secondo e il 49% nel
terzo. E questo nonostante sappiamo che l’1% dei nati ha patologie da esposizione
alcoolica in epoca prenatale (difetti congeniti e di sviluppo
cognitivo-linguaggio). Il primo parere è di una pediatra in pensione che
insieme ad una dottoranda di ricerca ritiene che debba essere detto chiaramente
che non vada assunto alcool in gravidanza; dall’altra parte un ginecologo (in
pensione) che fa presente invece che sbagliamo a ritenere che la donna gravida
non sia in grado di comprendere quanto risulta dall’evidenza. La prima
posizione ricorda che ci sono oltre 4.000 pubblicazioni sulla teratogenicità
dell’alcool e che in molte nazioni sviluppate (USA, Canada, ecc.) e in buona
parte dell’Europa (Spagna, Francia, Danimarca, Olanda, Norvegia, Irlanda,
Scozia) è sconsigliato l’alcool in gravidanza. Sottolinea anche che i dati
epidemiologici su riportati ed il fatto che non si sa quali siano i livelli
alcolici né il periodo critico della gravidanza a rischio di danno
embrio-fetale fanno concludere che fino a quando non ci saranno dati certi non
vada assunto alcool. Il secondo parere riporta quanto raccomandato in UK dal
Royal College e NICE: astensione dall’alcool quando si vuole concepire e nel
primo trimestre di gravidanza, mentre dopo, a parte il binge drinking
(abbuffata alcolica) che è assolutamente sconsigliato, sembra che non facciano
male (al feto) non più di una-due unità, non più di una-due volte la settimana.
Invece BMA ha riconfermato recentemente che non va assunto alcool in
gravidanza. Ma lo scopo del medico e del personale infermieristico non è quello
di dire cosa fare ma di fornire le informazioni in modo che siano per ogni
persona chiare, aiutandola a prendere la decisione in completa autonomia.
Questo è facile in una consulenza personalizzata, ma come si fa quando queste
informazioni vanno diffuse all’intera popolazione? Ma il fatto che il compito sia
complesso ed impegnativo non vuol dire che “we should legislate for the lowest common
denominator”. Prosegue sostenendo che essendo le nostre le raccomandazioni contrastanti
non si può concludere dicendo “We’ve confused you, so just abstain: it’s safer”.
Ma dobbiamo presentare l’evidenza in modo chiaro e non ambiguo, senza prendere
noi le decisioni per loro. Se diamo la sensazione che abbiamo preso noi la gravida
può informarsi in internet ed accorgersi che abbiamo dato certezze là dove non
ci sono, perdendo così la sua fiducia (una lezione magistrale di counseling,
ndr).
Lettera su questi due interventi (in
particolare sull’ultimo): Impartial information about
alcohol during pregnancy or another modern day witch hunt? BMJ 2015;351:h5680.
Si sottolinea innanzi tutto che nelle nazioni sviluppate l’embrio-fetopatia
alcolica è la principale condizione con deficit cognitivo prevenibile (buon
punto, ndr). Ed è anche difficilmente riconoscibile alla nascita fino a quando,
come spesso succede, a scuola si rilevano difficoltà di apprendimento ed atteggiamenti
violenti. Da una parte c’è il ricchissimo mercato e della pubblicità al consumo
dell’alcool. Dall’altra parte la società non deve stigmatizzare le persone
vulnerabili che hanno difficoltà a smettere di bere ma piuttosto promuovere
campagne per ridurre il consumo di bevande alcoliche, tenendo però presente il
detto di Sant’Agostino (ricordato dall’American College of Cardiology) che “l’astinenza perfetta è più
facile della perfetta moderazione”.
PER I PEDIATRI E PER ALTRI SPECIALISTI (Pediatri,
Neuropsichiatri Infantili, Neurologi, Ostetrici, Cardiologi, Psichiatri, ORL,
Medici della riproduzione, Patologi ecc.).
Rare inherited diseases
merit disease-specific trials. Lancet Neurology 2015;14:968. Editoriale relativo ad un
articolo (Riluzole in patients with
hereditary cerebellar ataxia: a randomised, double-blind, placebo-controlled
trial. Pg.985)(tutti gli AA sono italiani) che presenta i risultati di una
sperimentazione clinica (ClinicalTrials.gov,
number NCT01104649) di 12 mesi in 3 Unità di Neurogenetica italiane,
sperimentazione a doppio cieco con
placebo sull’uso di Riluzolo in alcune malattie neurologiche: 10 pz con atassia
Friedreich, 21 con Atassia spinocerebellare tipo 1, 16 con tipo 2 e 3 pz uno
con tipo 6, uno con tipo 8 ed uno con tipo 10 (il riluzolo blocca i canali del sodio voltaggio dipendenti, con diminuzione conseguente della liberazione
presinaptica di glutammato,
ne è stato approvato l’so nella SLA, wiki). Commenta
l’editoriale che le differenza tra non trattati e trattati “in worsening of
the cerebellar score should be considered a success, and the investigators are
to be congratulated”. Ma sottolinea alcune questioni importanti sulla
metodologia adottata in questa sperimentazione. La più ovvia è l’eterogeneità
delle malattie trattate che rende difficile attribuire appropriatamente un
preciso punteggio della scala di valutazione dell’atassia. Poi alcuni pz sono
in fase presintomatica e non è possibile prevedere per ciascuno di loro la
possibile naturale evoluzione. E’ stato tenuto conto dell’effetto fenotipico
delle differenti dimensioni delle espansioni delle ripetizioni che condizionano
il fenotipo? Essendo presumibilmente diversi i meccanismi patogenetici delle
varie malattie come può agire il riluzolo, di cui peraltro non si conosce bene
come agisca?
Conclude suggerendo una sperimentazione
clinica internazionale con un ampio numero di pz per ogni malattia e quindi “the next step is to determine exactly
which subgroups of patients with cerebellar ataxia respond to riluzole and
could therefore benefit from treatment”.
Myasthenia gravis: subgroup
classification and therapeutic strategies. Lancet Neurology 2015;14:1023. Malattia autoimmunitaria caratterizzata da debolezza muscolare ed
affaticamento con anticorpi anti recettore acetilcolinico, chinasi muscolo
specifica (MUSK), lipoprotein-related
protein 4 (LRP4) o agrina nella membrana postsinaptica alla giunzione
neuromuscolare. La Miastenia grave deve essere classificata in sottogruppi
basati sugli anticorpi del siero e sulla clinica. In tale modo è possibile
applicare con successo e con una buona prognosi l’appropriata terapia con
agenti sintomatici, immunosoppressivi e di supporto.
Celiac disease
and non-celiac gluten sensitivity. BMJ 2015;351:h4347. Review sulla celiachia, patologia frequente (1% della
popolazione) e in crescita per motivi non noti. Lo spettro clinico è ampio con
coinvolgimento gastrointestinale, del metabolismo scheletrico, infertilità ed
altro. La terapia è per ora solo dietetica ed efficace in buona parte dei pz,
anche se limita la qualità di vita, non sempre facile da adottare (mangiando
fuori casa, vedi “hidden sources” Box) e costosa. Sono in corso sperimentazioni
cliniche per trovare altre modalità di trattamento. In questa Review vengono considerate anche le sensibilità
al glutine diverse dalla celiachia, di frequenza più alta (intorno al 10%) con
una discreta proporzione di affetti in dieta senza glutine e con meccanismi
fisiopatologici poco conosciuti.
Una nota di cautela nell’interpretazione dei
dati in genetica forense:
Forensic DNA evidence is not infallible. Nature
2015;526:611. Sottotitolo di questa
Personal View: “As DNA analysis techniques
become more sensitive, we must be careful to reassess the probabilities of
error”. L’analisi
del DNA per scopi forensi non è infallibile, in particolare nel caso di dover utilizzare
un centinaio di cellule lasciate con un’impronta (“touch DNA”) da cui si ricava
un profilo genetico. Ed è anche possibile che il DNA di una persona venga
inavvertitamente trasferito su una superficie che quella persona non ha mai
toccato. E’ necessario che ne sappiamo di più di come avvenga questo trasferimento
secondario. E’ stata condotta una ricerca chiedendo a più coppie di persone di
darsi la mano per due minuti e poi isolatamente di impugnare un oggetto
(coltello). Nell’85% dei casi si è visto che il DNA dell’altra persona è stato
trovato sul manico del coltello che non aveva impugnato. In un quinto dei
campioni l’analisi del DNA ha identificato come principale o unico DNA quello
di chi non lo aveva impugnato.
A sense of excitement for a
specific Lp(a)-lowering therapy. Lancet 2015;386:1427. Commenti di
un articolo che inizia con la storia della scoperta della lipoproteina (a)(Lp(a)), del suo stretto
controllo da parte dei fattori genetici con oltre il 90% della sua varianza
dovuta al gene LPA codificante apo(a) e di come Lp(a) sia un importante ed
indipendente fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Ma è solo di recente
che si è messa a punto una terapia con oligonucleotidi antisenso che colpiscono
apo(a) abbassando i livelli di Lp(a). Nel lavoro sullo stesso fascicolo che
viene commentato (Antisense therapy targeting apolipoprotein(a): a randomised, double-blind,
placebo-controlled phase 1 study. Pg. 1472) sono
riportati i risultati molto incoraggianti di una sperimentazione clinica in
fase 1 in pz con alti livelli ematici di Lp(a), con assenza di effetti
sfavorevoli, buona tollerabilità ed efficacia dose-dipendente nel ridurre il
rischio di malattia cardio-vascolare e di stenosi valvolare aortica.
Reducing LDL with PCSK9
Inhibitors — The Clinical Benefit of Lipid Drugs. NEJM
2015;373:1588. Lo scorso Giugno la FDA ha approvato due farmaci
molecolari, alirocumab e ecolocumab che sono anticorpi monoclonali umanizzati
che inattivano la pro-proteina
convertasi subtilisina/kexina di tipo 9
(PCSK9) importante regolatore del recettore delle lipoproteine a bassa densità.
Questi farmaci nei pz con malattie cardiovascolari riducono efficacemente i livelli di colesterolo LDL
(lipoproteine a bassa densità) agendo anche su altre frazioni lipidiche. All’approvazione è seguita la raccomandazione di verificare con
sperimentazioni cliniche se la riduzione di LDL associata a questi due farmaci
comporti veramente il rischio di malattie cardiovascolari.
Vedi anche
Spigolature del Gennaio 2015: Familial hypercholesterolaemia: PCSK9 inhibitors are coming. Lancet 2015;385:307. Editoriale relativo a due articoli sullo stesso fascicolo (PCSK9 inhibition with evolocumab (AMG 145)
in heterozygous familial hypercholesterolaemia (RUTHERFORD-2): a randomised,
double-blind,placebo-controlled trial. Pg. 331 e Inhibition of PCSK9 with evolocumab in homozygous familial
hypercholesterolaemia (TESLA Part B): a randomised, double-blind,
placebo-controlled trial. Pg. 341)
Tinnitus:
perspectives from human neuroimaging. Nature Reviews Neuroscience. 2015;16:632. Il tinnito è una frequente (10-20% della
popolazione) sensazione fastidiosa di ronzio o di rumore pulsante, fischio,
tintinnio non dovuto a rumori esterni che nell’80% dei casi è associato ad
ipoacusia o iperacusia. In questa Perspective sono stati valutati criticamente
gli studi di neuroimmagini in pz con tinnito, che si considerava tempo fa un
segno di danno cocleare, che suggeriscono che tale condizione si accompagna ad
anomalie funzionali e strutturali dell’encefalo a livello delle regioni uditive
e non uditive.
Molto deve ancora essere fatto, soprattutto per identificare i
meccanismi neurologici alla base delle varie forme di tinnito ricorrendo a
nuove metodologie (es. differenti tecniche di neuroimmagine) e a studi su ampie
popolazioni con questa patologia, per offrire a chi ne è affetto (si tratta di
milioni di persone) una soluzione terapeutica.
Adiponectin
supplementation in pregnant mice prevents the adverse effects of maternal
obesity on placental function and fetal growth. PNAS 2015;112:12858. L’obesità e la sindrome metabolica sono i principali fattori
di rischio di una serie di patologie tra cui il diabete m. tipo 2, la malattia
cardiovascolare ed il cancro. Vi sono
studi che indicano come uno sfavorevole ambiente intrauterino sia una delle
cause della sindrome metabolica e che vi sia una forte associazione tra obesità
materna durante la vita fetale e la sindrome metabolica nell’età pediatrica.
Queste osservazioni sono particolarmente significative almeno dal punto di vista
epidemiologico in quanto attualmente in USA due terzi delle donne che iniziano
una gravidanza sono o in sovrappeso o addirittura obese. L’obesità in
gravidanza è associata a bassi livelli ematici materni di adiponectina (ADN)(ormone
prodotto dal tessuto adipso). In questo studio si è voluto verificare le
connessioni tra adiponectina, obesità e complicazioni gravidiche confrontando
gli eventi relativi alla gravidanza e il suo esito in topi obesi. La
somministrazione mediante infusione di ADN alle femmine obese da dieta
obesogenica non ha causato una significativa riduzione di peso delle gravide ma
ha completamente normalizzato le alterazioni della funzione placentare ed è stata
in grado di prevenire la sovracrescita fetale. ADN regola la funzione placentare
funzionando come un legame endocrino tra tessuto adiposo materno e crescita
fetale. Questo suggerisce che potrebbe essere utile aumentare i livelli di ADN
nelle donne gravide per prevenire la trasmissione intrauterina dell’obesità e
della malattia metabolica.
Toward a rapid and reversible male
pill. Science 2015;350:385. Commento di un articolo sullo
stesso fascicolo (Sperm calcineurin inhibition prevents mouse fertility with implications
for male contraceptive. Pg. 442)
in cui si dimostra che nel topo la condizione di KO genetico della subunità
catalitica (PPP3CC) o della subunità regolatoria (PPP3R2) della isoforma della calcineurina
sperma specifica causa infertilità e che l’inibizione farmacologica con ciclosporina A e FK506 a
breve termine in vivo provoca una ridotta
motilità spermatica. L’effetto farmacologico compare dopo 4-5 giorni di
trattamento e dopo sospensione si risolve nel giro di una settimana. L’inibizione
di questa isoforma di calcineurina può quindi portare allo sviluppo di un
trattamento contraccetivo maschile reversibile bloccando la maturazione degli spermatozoi
nell’epididimo.
A runner’s high
(sensazione di
benessere) depends on cannabinoid
receptors in mice. PNAS 2015;112:13105. Si è sempre pensato che il benessere fisico che si sente dopo l’esercizio
fisico fosse dovuto alle sole β-endorfine, ma nel topo sembra che vi sia anche
il contributo dei recettori cannabinoidi con effetto ansiolitico. La prova è
consistita in circa 6.5 km di corsa per 5 ore e in
test comportamentali che hanno individuato, rispetto ai controlli, ridotta
ansietà e ridotta sensazione dolorosa al calore. Dopo la corsa sono stati
trovati maggiori livelli plasmatici di anandamide (endocannabinoide), ma non
nel liquido cerebrospinale né a livello cerebrale. Il ricorso a farmaci che
bloccano i recettori cannabinoidi, a differenza dei farmaci che bloccano il
sistema endorfinico, inibiscono il beneficio fisico della corsa con effetti
sull’ansietà e sulla sensibilità al calore. I topi che mancano dei recettori
cannabinoidi CB1 in un gruppo di neuroni del prosencefalo non hanno gli effetti
prodotti dalla corsa. Gli AA concludono che nel topo che gli endocannabinoidi
mediano la sensazione di benessere fisico tramite i recettori cannabinoidi.
Prenatal
exposure to cannabinoids evokes long-lasting functional alterations by
targeting CB1 receptors on
developing
cortical neurons. PNAS 2015;112:13693.
La marijuana è la droga più consumata e il suo uso comporta considerevoli preoccupazioni
per la salute. Il suo principio attivo, il tetraidrocannabinolo (THC) agisce
interessando i recettori cannabinoidi CB1. Si conoscono gli effetti
dell’accumulo di THC nell’encefalo adulto ma poco si sa sull’impatto molecolare
e funzionale sui neuroni nel corso dello sviluppo. In questo lavoro ricorrendo
a studi sul topo esposto a THC in epoca embrionale si documentano effetti
nocivi sulla funzione dell’encefalo adulto, effetti dovuti all’impatto
esercitato sui recettori CB1 dei neuroni corticali nel corso del loro sviluppo
e presenti anche dopo parecchio tempo dalla sospensione dell’esposizione a THC.
Si è quindi documentato un rischio permanente all’esposizione a THC in un
periodo critico nello sviluppo embrionale con danno interessante una specifica popolazione
neuronale.
IMMAGINI
Oral
Maxillary Exostosis. NEJM 2015;373:1457. Immagine di esostosi orale asintomatica
ad inizio in età infantile in uomo di 73 anni.
CLINICAL
PRACTICE
Cryopreservation of Oocytes. NEJM 2015;373:1755. Caso clinico di un problema clinico piuttosto comune.
Vengono presentate le strategie possibili e le linee guida disponibili
sull’argomento. Alla fine le raccomandazioni cliniche degli AA. Storia: donna
di 32 anni che ha da poco chiuso una lunga relazione con un compagno e si preoccupa
ora della sua futura fertilità. Ha avuto più valutazioni ginecologiche nel
passato, sempre normali, ed ha assunto la pillola per gli ultimi 5 anni. Vuole
sapere come fare per mantenere la possibilità in futuro di avere figli. Cosa
consiglieresti? E’ noto da tempo che la fecondità femminile diminuisce con
l’età per l’incremento di aneuploidie associate alla fecondazione di oociti di
donne di età avanzata. Un dato esplicativo di donne che hanno avuto oltre 12
cicli di inseminazione con sperma da donatore: ad età < 31 anni il 74% ha
concepito vs il 54% delle donne di età >35 anni.
Fattori che oltre l’età favoriscono la
senescenza riproduttiva sono una storia familiare di menopausa precoce,
genetici, fumo, chirurgia ovarica, irradiazione pelvica o il ricorso a farmaci
chemioterapici, soprattutto alchilanti. Una possibilità è quella di ricorrere
al congelamento degli oociti ma c’è comunque il rischio che vi sia una
riduzione della qualità e della quantità degli oociti dovuta all’età o a cause
iatrogene. In Tab. 1 le indicazioni e la precisazione. La tecnica è relativamente
recente e non vi è un lungo follow-up dei nati, non sembra comunque che vi sia per
loro un incremento di difetti congeniti né anomalie di sviluppo.
Nel caso presentato la probabilità di
concepimento e di gravidanza è stimabile del 10% per ogni oocita conservato, il
che significa che probabilmente ci sarà la necessità di un solo ciclo per avere
almeno un bambino usando le cellule crioconservate. Alcune raccomandazioni: va
usata la tecnica di vitrificazione, non il congelamento, dell’oocita (vedi
Spigolature Ottobre 2014: Fertility preservation in women
with cancer. Lancet 2014;384:1302) ed ogni centro deve fornire alla donna la percentuale di
successi che ha avuto.
Articolo di Practice. Contraceptive and hormonal treatment options for women with history of
venous thromboembolism. BMJ
2015;351:h4847. Donna di 28 anni con recente trombosi venosa
profonda da causa non nota e con test di trombofilia familiare negativi va dal
medico di famiglia per sapere se può continuare con la pillola anticoncezionale.
All’ospedale le avevano detto di sospendere l’anticoncezionale ormonale. Chiede
che anticoncezionale può usare, possibilmente ormonale perché, le è stato
detto, quelli non ormonali sono meno efficienti. Colleghi ostetrici che avreste
fatto e consigliato?
TERATOLOGIA
Maternal CD4+ T
cells protect against severe congenital cytomegalovirus disease in a novel
nonhuman primate model of placental cytomegalovirus transmission. PNAS
2015;112:13645. L’infezione prenatale materna da
virus citomegalico (CMV) è relativamente
frequente (0.7% delle gravidanze) e può essere causa di deficit uditivo
neurosensoriale, disabilità neurocognitiva, microcefalia, crisi convulsive,
formazione di cisti intracraniche e deficit di crescita fetale. Il rischio di
un effetto sfavorevole sul feto dipende dal condizione immunitaria materna, nel
caso di un’infezione primaria arriva al 50%, se la madre ha un’infezione
cronica da CMV tale rischio scende al 2%. Nonostante questo deve ancora essere
messa a punto
un’adeguata
prevenzione mediante vaccinazione. Ricorrendo ad un modello di primate non
umano (macaco Rhesus) si dimostra che le cellule T materne CD4+ hanno un ruolo
importante nel controllare la viremia materna e di indurre una risposta
immunitaria in grado di prevenire i danni fetali. In conclusione si è trovato
un adeguato modello animale per valutare l’efficacia di futuri vaccini anti CMV
ed è stato identificato un meccanismo protettivo immunitario della trasmissione
del virus al feto.
Cautious Optimism for
Offspring of Women with Cancer during Pregnancy. NEJM
2015;373:1875. Editoriale di un articolo sullo stesso fascicolo (Pediatric Outcome after Maternal Cancer Diagnosed during
Pregnancy. Pg. 1824)
sugli effetti a lungo termine per i nati da madri con cancro in gravidanza, con
o senza alcun trattamento. Sono presentati i dati di uno studio multicentrico
caso-controllo con follow-up di 18 e 36 mesi (ClinicalTrials.gov number,
NCT00330447) da cui si evince che tale condizione non interferisce con lo
sviluppo fisico o cognitivo dei bambini. In questo studio si riscontra una
correlazione tra prematurità e peggior sviluppo cognitivo, ma con effetto
indipendente dal trattamento.
FARMACOGENETICA
Third of men with treatment
resistant prostate cancer respond to drug that targets gene defect, study
finds. BMJ
2015;351:h5783. Commento di un articolo (DNA-Repair Defects and Olaparib in Metastatic Prostate
Cancer. NEJM 2015;373:1697) che presenta i
risultati di una sperimentazione clinica da cui risulta la necessità, per la
scelta della terapia, di stratificare con indagine molecolare pz con cancro
prostatico metastatico. Un terzo dei maschi con cancro prostatico metastatico
insensibile alla castrazione farmacologica ha difetti dei geni del sistema di
riparazione del DNA e risponde ad un farmaco, olaparib, che inibisce la poli
ADP-ribosio polimerasi coinvolta nella riparazione del DNA.
ETICA
Twins with incurable
progressive disease can be taken off life support, High Court rules. BMJ 2015;351:h5541.
Il giudice dell’alta corte di giustizia UK ha deciso, contro il parere dei
genitori, di sospendere le cure ed adottare cure palliative per due gemelli cognitivamente
incapaci di provare piacere da stimoli di conforto ed affetti da una malattia
neurodegenerativa progressiva incurabile con la motivazione che non sarebbe
stato etico ventilarli. I genitori, mussulmani iracheni, tramite un mediatore
culturale hanno fatto presente che la risoluzione del 1987 della Muslim World League aveva stabilito
che la sospensione delle cure può essere attuata solo quando “the brain had stopped
working finally”. Ma il giudice non ha accolto la loro richiesta dicendo che i
due gemelli non avevano alcuna funzione cognitiva e che la situazione non
poteva che peggiorare.
ZIBALDONE
Canada criticised over
refugee health-care restrictions. Lancet 2015;386:1436. Alla vigilia delle elezioni federali canadesi del 19 Ottobre i conservatori hanno
vigorosamente chiesto leggi restrittive per l’accoglimento e per la riduzione
dei servizi sanitari per i rifugiati. Il Primo Ministro Stephen Harper è
stato aspramente criticato per voler accettare 10.000
siriani entro il 2018, misura ritenuta insufficiente dall’opposizione che
sostiene che il governo ha tagliato l’accesso al sistema sanitario a migliaia
di rifugiati del tutto legittimi “to pander to voters (arruffianarsi, ndr ) resentful (risentiti nei confronti di,
ndr) of newcomers”. Qual è la
realtà? “Results from an audit of Toronto clinics found that after the 2012
cuts, only 29% of 89 walk-in and after-hours clinics fully accepted refugees”.
Vedi Providing preventive care to migrants saves money, study
finds. BMJ
2015;351:h4806 nelle Spigolature del Settembre 2015 con i risultati
del European Union Agency for Fundamental
Rights (se
vogliamo limitarci al solo fattore economico la limitazione sanitaria è
controproducente, ndr).
Stress impairs
cognitive flexibility in infants. PNAS 2015;112:12882. E’ noto che negli adulti lo stress favorisce i comportamenti
abituali a spese di quelli flessibili. In questo studio a 26 bambini di 15 mesi
di età tra sottoposti a stress (separati dai genitori per un tempo limitato ed
esposti a una persona sconosciuta e a un giocattolo danzante sconosciuto) e
controlli è stato misurato il comportamento fornendo loro uno strumento sonoro
a due pulsanti. I bambini “stressati” hanno continuato a premere il primo
pulsante, inizialmente l’unico presentato, gli altri no. Questo semplice
esperimento favorirebbe l’ipotesi che lo stress nei bambini porti a
comportamenti abituali. Dato che il comportamento flessibile è importante per
l’apprendimento meglio evitare ripetuti ed eccessivi stress ai bambini (sembra
banale, ma utile ricordarcelo, ndr).
Math at home
adds up to achievement in school. Science 2015;350:196. Tipicamente i genitori a casa sono motivati a raccontare storie
ai loro figli anche per migliorare l’apprendimento scolastico. La stessa
attenzione, l’ipotesi degli AA, dovrebbe essere posta anche per la matematica,
essenziale per il successo accademico e per migliorare le varie branche in cui
tale materia è di base, con un insegnamento anche a casa senza lasciare che
avvenga solo a scuola. Ma i genitori diventano spesso apprensivi quando
affrontano a casa argomenti di matematica e tendono ad evitarli. In questo
studio di bambini delle elementari si è voluto verificare se l’incremento delle
attività di matematica comporta un incremento di apprendimento della matematica
a scuola. Sono stati fatti due gruppi, uno di matematica e l’altro di lettura
senza contenuto numerico o spaziale (la disposizione spaziale degli oggetti è
un componente importante del successo in matematica) e fornito un iPad con una app (Bedtime Learning Together, gratuita
su iTunes e Android) di matematica e una di lettura. Si è osservato che l’intervento
di brevi argomenti numerici tramite l’app ha prodotto nei bambini una
significativo apprendimento in matematica nel corso dell’anno scolastico, in particolare
per bambini con genitori abitualmente ansiosi per la matematica. In pratica una
buona interazione di matematica genitori-bambini favorisce il successo in
questa materia e quindi nell’attività lavorativa.
Una
buona notizia ecologica:
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