Raccolta e brevi commenti di articoli di Genetica Medica e
Umana e di interesse generale del mese di Settembre 2015 (Spigolature) che hanno attirato la mia attenzione o curiosità,
pubblicati nelle seguenti riviste: British Medical Journal, Lancet, Lancet Neurology,
Nature, Nature Biotechnology, Nature Genetics, Nature Medicine, Nature Neuroscience,
Nature Reviews Genetics, Nature Reviews Neuroscience, NEJM, PNAS, Science &
Cell.
DA NON PERDERE
A Combination Therapy for Cystic Fibrosis. Cell 2015;163:17. Bench
to Bedside. La storia della terapia molecolare della FC da quando nel 1989
è stato clonato il gene. Nel 2015 è stata approvato dalla FDA Orkambi, farmaco formato dall’associazione
di due prodotti (Lumacaftor/Ivacaftor) per
curare pz con la più comune mutazione della FC, ∆F508. Il farmaco combina un correttore
chimico, che favorisce il ripiegamento della proteina, con un potenziatore che raddoppia l’attività del
canale. Dei 28.000 pz in USA solo il 5% trae beneficio dal Ivacaftor mentre
tale proporzione sale al 50% ricorrendo a Orkambi.
Genetics affect lung disease
and smoking behaviour, study finds. BMJ 2015;351:h5150. Uno studio della
UK
Biobank Lung Exome Variant Evaluation (UK BiLEVE) ha analizzato i dati di
500.000 volontari di età 40-69 anni nel periodo 2006 al 2010 per un’analisi a
lungo termine dello stato di salute e per valutare i fattori genetici della dipendenza
dal fumo e della malattia polmonare cronica ostruttiva (COPD) mediante
un’analisi GWAS. I risultati sono stati presentati al meeting della European
Respiratory Society e ora pubblicati (Wain
LV et al. Novel
insights into the genetics of smoking behaviour, lung function and chronic obstructive
pulmonary disease in UK Biobank. Lancet
Respir Med 2015; online 28 Sep e Brusselle GG, Bracke KR. Elucidating COPD
pathogenesis by large scale genetic analyses. Lancet Respir Med 2015; online 28 Sep)(Artigas MS, Wain LV. Sixteen new
lung function signals identified through 1000 Genomes Project reference panel
imputation). Sono state individuate nuove varianti
e loci (e confermati quelli già noti) associati alla condizione di essere un
forte fumatore ed altre nuove varianti (e confermati quelli già noti) e loci
associati alla COPD. Una variante associata ai valori estremi di FEV1 (volume espiratorio massimo nel
primo secondo) è costituita dal numero di copie di una regione di 150 kb che
contiene il 5’di KANSL1, gene importante per la regolazione epigenetica e la
cui delezione causa la sindrome da microdelezione 17q21.31. Dall’analisi risulta che
l’architettura genetica predisponente la patologia ostruttiva polmonare è indipendente
dal fumo e da altre malattie respiratorie (asma).
Questi
risultati aiutano a spiegare perché alcuni abbiano una buona funzionalità
polmonare nonostante siano dei forti fumatori e perché alcuni sviluppino la pneumopatia
ostruttiva cronica senza avere mai fumato. E anche perché alcuni siano dei forti
fumatori con molta difficoltà a smettere.
PER I PEDIATRI E PER ALTRI SPECIALISTI (Pediatri,
Neuropsichiatri Infantili, Neurologi, Ostetrici, Cardiologi, Psichiatri, ORL,
Medici della riproduzione, Patologi ecc.).
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Lysosomal Acid Lipase
Deficiency — A New Therapy for a Genetic Lipid Disease. NEJM
2015;373:1071. Delle oltre 50 malattie lisosomiali,
caratterizzate da accumulo nei lisosomi di un substrato, solo per 7 è
commercialmente disponibile una terapia sostitutiva con l’enzima carente. L’enzima
ricombinante entra nei lisosomi dove idrolizza il suo substrato. Il difetto di
lipasi acida lisosomiale (MIM #278000) da mutazione del gene LIPA, che codifica
la lipasi acida lisosomiale, è una malattia del metabolismo lipidico con
compromissione soprattutto epatica, con accumulo lisosomiale in questo organo,
epatomegalia, insufficienza e fibrosi epatica con progressione nella cirrosi;
vi è anche una dislipidemia con aumento di colesterolo LDL e bassi livelli di
colesterolo HDL. Per la terapia le statine non funzionano, mentre per
l’inibitore di assorbimento intestinale del colesterolo, Ezetimibe, che nel
modello murino di questa malattia sembra funzionare, c’è scarsa esperienza nel
trattamento di questa malattia. Il trapianto di fegato è una terapia già
sperimentata nelle forme con insufficienza epatica nello stadio terminale.
Era quindi
naturale verificare l’effetto in questa malattia dell’enzima ricombinante,
anche perché nel topo KO del gene con la malattia in fase avanzata tale enzima
ha portato ad una riduzione dell’accumulo lipidico nel fegato ed un
miglioramento della dislipidemia. Una sperimentazione iniziale
(prova-di-concetto) nell’uomo adulto con tale ricombinante (sebelipasi alfa) aveva già dimostrato una riduzione delle aminotransferasi con correzione
della dislipidemia, correzione persistita per 1 anno in trattamento
continuativo. Nel lavoro collaborativo (anche due AA italiani) sullo stesso
fascicolo (A Phase 3 Trial of Sebelipase Alfa in
Lysosomal Acid Lipase Deficiency. Pg. 1010) è stata condotta una sperimentazione
clinica (randomizzata, controllata in fase 3) con sebelipasi alfa in 66 pz, adulti
e bambini di cui molti con fibrosi epatica avanzata. Gli effetti clinici
(riduzione delle dimensioni epatiche, correzione della dislipidemia) sono stati
significativi, anche se occorrerà il reclutamento di più pz per considerarla
una terapia proponibile per questa malattia. Sembra che un’ulteriore
complicazione di questa malattia sia la cardiovascolare aterosclerotica,
patologia che nel modello animale è risultata correggibile ricorrendo a questo
enzima ricombinante. Potrebbe quindi esserci nell’uomo lo stesso effetto
positivo. Conclusione: si tratta di una malattia sicuramente sotto
diagnosticata, ma che sembra ora trattabile. Il suggerimento per i pediatri e
gli internisti è di pensare a questa patologia in pz con ipercolesterolemia con
familiarità negativa, soprattutto se accompagnata da bassi livelli di
colesterolo HDL, aumentate le aminotransferasi, o steatosi epatica e, deve comunque
essere sempre sospettata in ogni pz con cirrosi micronodulari alla biopsia
epatica (prendete nota, è curabile! ndr).
Eculizumab in Pregnant Patients with Paroxysmal
Nocturnal Hemoglobinuria. NEJM 2015;373:1032. L’emoglobinuria
parossistica notturna (PNH)(MIM #300818)(PNH) è una rara (<10.000
persone in USA e Europa) malattia da espansione clonale di cellule staminali
ematopoietiche che hanno acquisito una mutazione somatica del gene codificante
la proteina PIGA, necessaria per la biosintesi del fosfatidilinositolo, un
fosfolipide che lega proteine diverse alla membrana cellulare. La sua carenza
causa un difetto delle proteine regolatrici del complemento CD55 e CD59 e
clinicamente emolisi
intravascolare, principale manifestazione clinica della PNH, accompagnata
spesso da trombosi che è causa di morbilità e mortalità.
La terapia con anticorpi monoclonali
umanizzati anti C5 (Eculizumab) migliora la qualità di vita e la sopravvivenza
dei pz. Non ci sono dato sul suo uso in gravidanza. Tramite l’invio di un
questionario sono state raccolte informazioni su 75 gravidanze di donne con PNH
in terapia con questo farmaco: alta sopravvivenza fetale e rare complicazioni
materne.
Hypertension and placental
diseases are most common causes of stillbirth in obese women, study finds. BMJ
2015;351:h4658. Commento
di una ricerca (Bodnar
LM, Parks WT, Perkins K, et al. Maternal prepregnancy obesity and
cause-specific stillbirth. Am J Clin Nutr 26 Aug 2015) in cui si dimostra
che il noto fattore di rischio di natimortalità costituito dall’eccesso
ponderale materno in epoca antecedente la gravidanza ha come causa una malattia
placentare, l’ipertensione, anomalie fetali e anomalie del cordone ombelicale.
DOCK8 primary
immunodeficiency syndrome. Lancet 2015;386:982. Caso clinico.
Bambino di 3 anni allergico all’uovo e al latte vaccino, portato in
Dermatologia perché da 1 mese ha un importante patologia cutanea da mollusco
contagioso. Le “cremine” non hanno fanno nulla. Invece di continuare sono stati
fatti esami da cui è risultata linfopenia con anomalia dei T linfociti (CD4,
CF3, CD8), IgE notevolmente aumentate (2.567 kIU/L, vn <0.35) con basse IgM
ed eosinofilia periferica, cellule B della memoria switched <1% (vn >3%). Negativa la
ricerca anti-pneumococco nonostante avesse fatto la vaccinazione. Clinicamente
lesioni tipiche del m. contagioso al tronco, perineo, orecchie e palpebre (foto
impressionante), lesioni non migliorate nonostante la terapia con Cidofovir
(antivirale a largo spettro). L’obiettività e lo screening immunologico hanno
suggerito la diagnosi di sindrome con immundeficienza DOCK8, confermata dal
sequenziamento con Sanger che ha identificato un composto eterozigote del gene.
Mutazioni di questo gene sono responsabili nel mx parte dei casi alla s.
iper-IgE, malattia autosomica recessiva clinicamente caratterizzata da
suscettibilità a infezioni virali, batteriche e fungine e a atopie come
dermatite ed allergie alimentari. I pz hanno in genere infezioni batteriche
(stafilococco) e virali (herpes, papillomavirus) con coinvolgimento
respiratorio e gastrointestinale e rischio di carcinoma a cellule squamose. Un
segno abbastanza caratteristico sono le lesioni cutanee così estese da m.
contagioso. Terapia: profilassi antibiotica, antifungina e antivirale. Ma per
il rischio di morbilità e mortalità risolutivo è il trapianto di midollo osseo, come
è stato fatto con successo in questo caso.
Cobalamin C deficiency-associated thrombotic
microangiopathy: uncommon or unrecognised? Lancet 2015;386:1012. Commento di un Case Report sullo stesso fascicolo (Adult-onset renal thrombotic microangiopathy and pulmonary arterial
hypertension in cobalamin C deficiency. Pg. 1011) che ci pone
la questione espressa nel titolo se dobbiamo considerare il difetto di
Cobalamina C raro o sottodiagnosticato in quanto poco conosciuto. Sentite la
storia: ragazzo di 18 anni con dispnea da 2 gg e da 1 mese edema agli arti inf.
Sin alla prima infanzia ha deficit di linguaggio attribuito al trauma della morte
di un fratello. Gli esami al ricovero mostrano anemia emolitica, modesta
trombocitopenia e sindrome nefrosica con ematuria. All’ecocardio aumentata
pressione sistolica polmonare con ipertrofia ventricolare sn. Per il progredire
dell’insufficienza renale ricoverato in terapia intensiva dove è stato messo in
terapia cortisonica, plasmaferesi ed emodialisi
per l’aggravarsi della glomerulonefrite. Alla biopsia renale microangiopatia
trombotica (TMA). Formulata l’ipotesi di una sindrome uremico-emolitica mediata
dal complemento. Il fratello era morto alla stessa età del pz per trombosi
venosa con miocardiopatia ipertrofica con una malattia renale terminale, ma senza
deficit cognitivo; all’autopsia riscontrata emangiomatosi capillare polmonare e
lesioni renali simili a quelle del fratello. Allora non era stata tratta alcuna
conclusione diagnostica. Pensando a un deficit di Cobalamina C nel ragazzo di
18 anni sono stati fatti accertamenti i e trovati alti livelli di omocisteina ed
ac. metilmalonico. Trovate mutazioni come composto eterozigote del gene MMZCHC.
Il ragazzo è stato trattato con successo con idrossicobalamina, ac. folinico e
betaina assistendo ad alla regressione della sintomatologia e al recupero della
funzione renale.“Think
about cobalamin C-thrombotic Microangiopathy”.
Brain stimulation in children spurs hope — and
concern. Nature 2015;525:436. Negli ultimi 10 anni
si è fatta strada l’idea di usare correnti magnetiche o elettriche per attivare
i circuiti cerebrali e favorire i contatti tra neuroni per trattare malattie
psichiatriche, disturbi comportamentali o per stimolare l’apprendimento. Sono
stati sinora trattati almeno 10.000 adulti e sembra che il sistema funzioni. La
FDA ha già approvato la stimolazione magnetica transcranica per l’emicrania e
la depressione degli adulti. Si pone ora il quesito se queste tecnologie
possano avere effetto anche nei bambini, in cui potrebbe essere usata la
stimolazione transcranica a corrente continua che richiede un’apparecchiatura
economica e portatile (TDCS). I ricercatori ritengono che gli effetti della stimolazione
nei bambini dovrebbero essere maggiormente penetranti per il minor spessore
delle ossa craniche e avere maggior impatto perché agiscono su un cervello che
deve ancora svilupparsi completamente. Ma in realtà non sappiamo come la stimolazione elettrica interagisca con
un cervello in crescita e, ottimo esempio, “It’s like when you
build a house: if you think things are going wrong, it’s much easier to fix
things at the beginning rather than later on, but it’s also much easier to ruin
them”. E poi non sono state
preparate linee guida, nè in USA nè in Europa, sul ricorso a tale tecnologia
con strumentazioni che vengono vendute on line e con il serio rischio che
vengano usate da genitori poco consapevoli al fine di stimolare l’apprendimento
dei loro figli. E’ stata approvata una ricerca, Fairley House study (UK) di
trattamento di 12 b. con difficoltà in matematica con una strumentazione derivata
da TDCS (transcranial random-noise stimulation: TRNS). Quelli trattati hanno
avuto, rispetto ai controlli, un significativo miglioramento in matematica. I
risultati di questa ricerca sono stati presentati ad una riunione e inviati per
pubblicazione. Ma l’intenzione dei ricercatori che hanno condotto l’esperimento
è di proseguire con ulteriori ricerche. Come facilmente comprensibile vi sono
state molte critiche da parte di alcuni neuroscienziati perché sostengono che
non c’è sinora alcuna evidenza scientifica che ne provi l’efficacia e per il
rischio del “fai da te”. Urgono lavori ben impostati con risultati pubblicati
su riviste scientifiche.
Vaccines and
autism in primate model. PNAS 2015;112:12236. Commento di un articolo sullo
stesso fascicolo (Administration of
thimerosal-containing vaccines to infant rhesus macaques does not result in
autism-like behavior or neuropathology. Pg.12498) che vuole dare una risposta (che da alcuni fanatici non
sarà mai definitiva, ndr), ricorrendo al modello animale, alle favole sulle
vaccinazioni che possono essere causa, contro ogni evidenza scientifica, di
autismo. Favole iniziate con una correlazione autismo e vaccinazione MMR
(morbillo, parotite, rosolia), poi autismo e conservante usato nei preparati
vaccinali (timerosal, organo-mercuriale) e ultimamente attribuita al numero di
vaccinazioni e al periodo di somministrazione. Di tutto questo, nel commento,
ne viene fatta la storia. E due realistiche considerazioni: “It appears that, at
least for some parents, no amount of biological, epidemiological, or animal
model data will shake a belief held with the strength of a religious conviction”
e che “The vaccine–autism controversy teaches us that, although it is easy to
scare people, it is much harder to unscare them”. Ad ogni modo cosa aggiunge l’articolo a quanto già si sa? Che
la vaccinazioni di piccoli di Macaca Mulatta (famiglia dei cercopitedici) con
vaccinazioni contenenti timerosal e secondo i programmi vaccinali applicati in
USA dal 1990 al 2008 (gli animali sono stati suddivisi in 4 diversi gruppi
trattati diversamente, con un gruppo di controllo) non ha causato anomalie comportamentali
nei vari gruppi né alterazioni neuropatologiche o proteiche nell’encefalo
(amigdala, ippocampo, cervelletto) all’autopsia (come peraltro era atteso,
ndr).
Most ADHD diagnoses made in
US children seem to follow guidelines. BMJ 2015;351:h4946. In questi
ultimi anni è in aumento in USA la percentuali di bambini con diagnosi di
deficit di attenzione con iperattività (ADHD), con un tasso attuale stimato di
1:10 bambini in età scolare. In questa ricerca (Diagnostic
experiences of children with attention-deficit/hyperactivity disorder. Natl Health Stat Report 2015;81) si trova che il 53% delle diagnosi sono state fatte dal
pediatra che segue il bambino e nei rimanenti dallo psichiatra (buona parte dei
casi), psicologo o, meno comunemente, dal neurologo. In 9 bambini su 10 la diagnosi
era stata fatta seguendo una sistema di misura comportamentale approvato come
la migliore prassi. Il 68% dei b. con diagnosi di ADHD è stato sottoposto a
test neuropsicologico. Da sottolineare però che in 1 caso su 5 la diagnosi si
basava su informazioni fornite dai familiari, mentre l’Accademia americana di
Pediatria precisa che per la diagnosi sono necessarie più fonti. In più in 1
caso su 3 la diagnosi è stata fatta prima dei 6 anni, un’età in cui non ci sono
adeguati strumenti diagnostici. Altra limitazione: lo studio ha riguardato pz
non istituzionalizzati, escludendo quindi bambini che vivono negli ospedali
psichiatrici, nei centri di rieducazione minorile e in altre istituzioni.
Medicine’s Wild West —
Unlicensed Stem-Cell Clinics in the United States. NEJM
2015;373:985. Perspective. La FDA ha approvato poche
terapie con cellule staminali e riguardano solo le staminali ematopoietiche per
il trattamento di malattie ematologiche ed immunitarie. Ma le cliniche delle
staminali in USA ed in altre nazioni propongono (vendono meglio dire, ndr)
trattamenti per le più svariate condizioni, dalla perdita di capelli a malattie
croniche come l’insufficienza cardiaca, la distrofia muscolare e il Parkinson,
che non sono state approvate dalla FDA, non sono confortate da studi clinici e non
hanno copertura assicurativa. In buona parte dei casi le staminali sono cellule
derivate dal tessuto adiposo, il prodotto, chiamato frazione stromale vascolare
(SVF),
viene poi infuso in vena o iniettato nel tessuto da trattare. Nessuna di queste
cliniche delle cellule staminali sul sito web lo propone come trattamento efficace,
ma viene precisato che si tratta di una iniziativa sperimentale, anche se
nessuno ha sottoposto alla FDA un trial clinico, sottolineandone le capacità
rigenerative e usando intenzionalmente un linguaggio ambiguo per sfruttare la
vulnerabilità dei pz con una malattia cronica debilitante. Secondo la FDA vi
sono possibili complicazioni, non tanto dalla liposuzione a cui sono sottoposti
i pz per prelevare le cellule, quanto dall’infusione, con rischi non noti di
infezioni, emboli ed effetti tossici. Il costo, raramente coperto
dall’assicurazione varia da 5.000 a 50.000 $ USA. La permanenza sul mercato di
queste offerte dipende dal fatto che le direttive della FDA sono ambigue. Se ne
stanno preparando altre più stringenti. Potrebbe anche intervenire la
Commissione Federale per il Commercio (Federal Trade Commission) nel
regolamentare quanto le stem cell clinics riportano nei loro siti web.
A Randomized Trial of Phototherapy with Filtered
Sunlight in African Neonates. NEJM 2015;373:1115. Impressionanti i dati
riportati: in tutto il mondo ogni anno 481.000 neonati a termine sviluppano una
rilevante iperbilirubinemia, di cui 114.000
muoiono e più di 63.000 sopravvivono ma con esiti in paralisi cerebrale
coreoatetosica, sordità, deficit di linguaggio e cognitivo. Oltre il 75% dei
481.000 neonati sono di nazioni povere, soprattutto dell’Africa subsahariana.
La cura attuale consiste nella fototerapia. Ma in questi paesi non è praticabile
per i costi della attrezzatura, per la scarsità ed imprevedibilità
dell’erogazione della corrente elettrica e per l’uso di una strumentazione
inadeguata. In una precedente ricerca si sono dimostrati buoni risultati nel
controllo dei livelli di bilirubina nel sangue ricorrendo all’esposizione ai raggi
solari filtrati, ma non ne era stata valutata la relativa efficacia rispetto
alla fototerapia convenzionale. In questo studio randomizzato di 224 neonati esposti alla
luce solare e 223 alla fototerapia classica, si dimostra che le due terapie
hanno uguale effetto nel controllo della bilirubinemia e l’esposizione ai raggi
solari non ha comportato alcun complicazione tale da richiedere la sospensione
del trattamento. Quindi sicura e molto economica rispetto ai costi della
fototerapia. Per le necessità di trattamento anche notturno si può ricorrere
alla terapia con luce solare di giorno e a fototerapia alimentata dai raggi
solari di notte. Necessari ulteriori studi per verificare se sia possibile
applicare la terapia solare anche nei casi con bilirubinemia molto elevata.
US oncologists update
guidance on DNA sequencing in clinical practice. BMJ 2015;351:h4805. La
American
Society of Clinical Oncology ha prodotto un documento sui test genetici e
genomici di suscettibilità al cancro in cui si stimolano gli oncologi a
incorporare le nuove tecnologie di sequenziamento del DNA nella pratica clinica
per massimizzare i loro benefici e minimizzare i potenziali danni.
(Robson ME et al. American Society of
Clinical Oncology policy statement update: genetic and genomic testing for
cancer susceptibility. J Clin Oncol 2015;pii:JCO.2015.63.0996 e un
commento Yu PP et al. Genetic cancer
susceptibility testing: increased technology,increased complexity. J Clin Oncol 2015;pii:JCO.2015.63.3628).
Farmacogenetica:
Use of
HLA-B*58:01 genotyping to prevent allopurinol induced severe cutaneous adverse
reactions in Taiwan: national prospective cohort study. BMJ
2015;351:h4848. L’Allopurinolo e’ un farmaco che riduce la formazione di acido urico da parte dell’organismo che viene
usato nella gotta e nell’iperuricemia, ma può comportare il rischio di gravi
reazioni cutanee (SCAR) in molte popolazioni: Han cinese, giapponese, coreana e
di discendenza europea. E’ nota in alcune di queste popolazioni una forte
associazione con l’allele HLA-B*58:01. Potrebbe quindi essere indicato
analizzare ricercare tale allele prima di iniziare la terapia. In questo studio
in un ampio campione di persone per le quali c’era l’indicazione alla terapia,
il farmaco è stato prescritto solo a coloro che non avevano l’allele a rischio
(80,4%) e tra questi non vi sono stati casi di SCAR. E’ stato stimato in base
all’incidenza storica di SCAR che se non fosse stato fatto lo screening
genetico pretrattamento si avrebbe avuto un’incidenza di questa patologia dello
0.30% (IC 95% 0.28% - 0.31%) per anno. Come conclusione: indicato quindi
lo screening genetico almeno per la popolazione cinese Han di Taiwan.
Note
di cautela per questa conclusione nell’Editoriale di commento (Pharmacogenetics begins to deliver on its promises. Pg
5042). In quelle popolazioni è molto più frequente
l’aplotipo a rischio rispetto ad altre etnie in cui peraltro l’associazione tra
allele e SCAR è più bassa. Il 98% dei portatori di HLA-B*58:01 non sviluppa SCAR in altre etnie, tra cui la
caucasica, in cui molti casi con SCAR da Allopurinolo non hanno l’allele a
rischio.
IMMAGINI
Osler–Weber–Rendu
Syndrome. NEJM 2015;373:e15. Donna di 58 anni che da 6 settimana aveva perdite
intermittenti di sangue rosso vivo anali associate a stanchezza e dispnea.
Dall’infanzia frequenti epistassi spontanea. All’obiettività osservate teleangiectasie
labiali e delle pliche ungueali. Epistassi e teleangiectasie come la madre.
Riscontrata importante anemia sideropenica (Hb 8.1 g/dl) e all’endoscopia
gastrointestinale malformazioni arterovenose e teleangiectasie del colon.
Sospettata, in accordo con i criteri diagnostici internazionali, la s.
Osler-Weber-Rendu (o Rendu-Osler-Weber), diagnosi confermata con la molecolare
(mutazione del gene Endoglin).
Ptosis after Swimming in the Red Sea, NEJM
2015;373:1153. Tedesco di 53 anni con ptosi palpebrale
monolaterale e con edema palpebrale. Quattro settimane prima nuotando nel Mar Rosso
si era scontrato con un branco di pesci. La RM mostra un granuloma della
palpebra superiore e della regione orbitale superiore, non corpi estranei.
All’escissione chirurgica del granuloma sono state osservate ed asportate due
strutture tubulari (foto) che avevano immobilizzato il muscolo elevatore e il retto
superiore. Questi corpi estranei erano parti della mandibola del pesce
Halfbeack (pesce dalla lunga mandibola inferiore) che nuota in superficie ed è
comune in questo mare (allora è meglio Rimini, ndr).
TERATOLOGIA
Hyperglycemia
impairs left–right axis formation and thereby disturbs heart morphogenesis in mouse
embryos. PNAS 2015;112:E5300.
Le malformazioni cardiovascolari sono frequenti anomalie congenite (0.8-1.16%
dei nati vivi) che hanno come causa, oltre a mutazioni i genetiche, numerosi
fattori modificabili che condizionano il rischio di specifiche anomalie
cardiache (Circulation 2007;115:2995).
Tra questi il diabete mellito pregestazionale di tipo 1 o 2 che comporta un
rischio di malformazione cardiovascolare associato ad eterotassia (disposizione
diversa degli organi). Anche nei figli di topi femmine diabetiche tipo 1 non
obese vi è rischio di anomalie cardiovascolari con difetti di lateralità, in
genere isomerismo destro (le parti ds e sn sono identiche all'immagine della
parte destra). Non se ne conoscono i meccanismi. In questo lavoro è stata
studiata la formazione dell’asse destro-sinistro in embrioni di topi femmine
rese diabetiche (diabete indotto da streptozotocina) e in embrioni di topi in coltura con
alte concentrazioni di glucosio nel terreno di coltura. Si dimostra che gli
alti livelli di glucosio ostacolano il funzionamento del sistema di segnale
Notch interferendo con la formazione dell’asse destro-sinistro che è necessario
per la morfogenesi cardiaca.
ZIBALDONE
***
Female genital cutting is not a
social coordination norm. Science
2015;349:1446. WHO
definisce la mutilazione genitale una procedura che rimuove o danneggia
qualsiasi parte dei genitali esterni femminili non motivata da un’indicazione
medica. E’ ampiamente praticata in alcune popolazioni nonostante costituisca un
serio pericolo per la salute stessa. Vi sono alcuni dati recenti provenienti
dal Sudan che mettono in dubbio l’efficacia dell’approccio influenzale (processo che implica l’influenza su un gruppo
di persone verso la realizzazione di obiettivi, ndr) per promuovere la rinuncia alla sua pratica. Quanto omogeneamente è diffusa
e perché si partica? E’ stato fatto uno studio in 45 scuole, una per comunità,
di una città del Sudan per verificarne l’applicazione. Curioso l’accertamento:
le bambine sono sottoposte all’intervento durante l’estate prima di entrare
alla scuola primaria e vengono marcate colorando con un colorante (henna, tratto
da una un arbusto della famiglia delle Litracee, ndr)
i loro piedi, così si possono contare. E la conferma della mutilazione è stata
fatta facendo chiedere a ciascuna se erano state “purificate”, termine arabo
usato in quel territorio per definire l’intervento. Sono stati intervistati
anche adulti per conoscere il loro orientamento sull’argomento. Si è osservata un’enorme
eterogeneità tra le varie comunità, che dimostra che dipende dalle consuetudini
che ci sono in quella comunità: perché viene sentita come un obbligo religioso,
per avere donne chiaramente segnate in una società in cui il genere deve essere
ben sottolineato, per favorire il matrimonio delle ragazze in una società che
promuove l’incremento di natalità, per un segno di fedeltà e anche perché non
c’è percezione dei rischi sanitari che si corrono con l’amputazione. Non ci
sono elementi per ritenere che la pratica sia coordinata a livello di comunità,
ma piuttosto a livello della singola famiglia. Quindi le raccomandazioni pubbliche
che invitano ad abbandonare tale consuetudine non servono. Vanno invece
individuati i benefici che le famiglie attribuiscono alla mutilazione per
tentare di cambiarne i valori e le preferenze e far presente i rischi
individuando nelle singole popolazioni i vantaggi di abbandonarla tramite il
transfert condizionale (complesso leggere l’articolo per l’impronta psicologica
che ha; se ho capito bene le conclusioni queste potrebbero spiegare perché
alcune famiglie che la praticano nei loro paesi e sono immigrate ad es. in Inghilterra
continuino poi a praticarla, ndr).
People who believe body
weight is genetic eat less healthily and take less exercise, study finds. BMJ
2015;351:h4861. Questa
è buona: le persone che pensano che il loro peso sia determinate geneticamente
fanno meno selezione del cibo che mangiano, fanno meno attività fisica e curano
poco la loro salute soprattutto quando invecchiano. Curioso anche il titolo del
lavoro a cui si fa riferimento: Parent MC et al. Born fat: the
relations between weight changeability beliefs and health behaviours and
physical health. Health
Educ Behav 8 Sep 2015,
doi:10.1177/1090198115602266. Messaggio
per gli operatori sanitari: By fighting the
perception that weight is unchangeable, health care providers may be able to
increase
healthful
behaviors among their patients.
Providing preventive care to
migrants saves money, study finds. BMJ 2015;351:h4806. Uno studio europeo pubblicato nel Settembre
2015 (European Union Agency for Fundamental
Rights. Cost
of exclusion from healthcare. The case of migrants in an irregular situation.
Sep 2015. http://fra.europa.eu/en/publication/
2015/cost-exclusion-healthcare-case-migrants-irregular-situation) dimostra che fa risparmiare risorse il consentire
ai migranti di accedere a trattamenti preventivi e non attendere le emergenze.
Sono stati calcolati i costi di interventi preventivi di inerenti la gravidanza
e l’ipertensione forniti ai migranti irregolari in Germania, Grecia e Svezia (e
l’Italia? Ndr). Per l’ipertensione la prevenzione fa risparmiare oltre il 9% in
un anno, il 13% in 5 anni rispetto al trattamento in emergenza. E può prevenire
più di 300 ictus e più di 200 attacchi cardiaci nel corso della vita su 1.000
migranti. Confrontati i costi (2013) per seguire le gravidanze e prevenire il
parto prematuro, che è una temibile conseguenza di fari scarsi o nulli controlli
prenatali: € 976 in Germania, € 796 in
Grecia e € 444 in Svezia mentre il costo di trattare nello stesso anno un
prematuro è stato rispettivamente di € 22.451, € 18.199 e € 33.652. In conclusione “treating a condition only when it
becomes an emergency not only endangers the health of a patient but also
results in a greater economic burden to healthcare systems”.
Older people are not a
burden, says WHO. BMG
2015;351:h5272. Secondo l’OMS (World Health
Organization. World report on ageing and health. 2015. http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/186463/1/9789240694811_eng.pdf?ua=1) non
è vero che la crescita del numero di anziani
in una nazione, come avviene nei paesi sviluppati, comporti costi economici
sanitari intollerabili. Il rapporto dice che in queste nazioni ad alto reddito
la spesa per persona si riduce dopo i 75 anni, mentre cresce la spesa per le
cure a lungo termine, sia sanitarie che sociali. Infatti il picco delle spese per
ricoveri ospedalieri e visite ambulatoriali si raggiunge tra i 65 e i 74 anni
per poi ridursi. Si osserva anche che gli anziani usano meno dei giovani adulti
i servizi sanitari e che gli anziani poveri, che hanno maggior necessità di
cure, tendono ad usarli meno frequentemente rispetto a quelli con maggiore
disponibilità economica (leggetevi almeno il commento sul BMJ, interessante, e
comunque personalmente per l’età che ho mi sento sollevato, ndr).
Il Direttore generale OMS
opportunamente dice che: “the seeds for a
healthy old age were sown in youth. I’m 68 years old. I’m more active and run
and walk faster than most people. In my early days I did a lot of aerobic
dancing and that’s a huge capital I can draw down as I get older”. E conclude
che il documento“has the potential to transform the way policy-makers
and service-providers perceive population ageing – and plan to make the most of
it”.
Massacro
nel primo neolitico
The massacre
mass grave of Schöneck-Kilianstädten reveals new insights into collective
violence in Early
Neolithic Central Europe. PNAS
2015;112:11217.
Si dibatte se vi sia stato un contributo delle violenze di massa nel
declino di popolazione nel primo neolitico preceramico (30.000 anni fa con
l’inizio degli insediamenti e la prime di società) della popolazione
dell’Europa centrale. In una fossa comune nel 2006 in Germania sono stati
trovati gli scheletri di almeno 26 persone senza alcun segno di un tradizionale
rito funebre. Buona parte degli scheletri presentano fratture chiaramente da
atti di violenza, suggerendo che le vittime furono sottoposte a torture o
mutilate dopo la morte. Questo fa pensare che in quel periodo vi siano stati
violenze di massa su larga scala (impressionante l’immagine del cranio di un
bambino di 3-5 anni con fratture non penetrati in parietale sn)(non siamo
cambiati, ndr).
Caffeine, the circadian
clock, and sleep. Science 2015;349:1289. Perchè la caffeina altera
il sonno se presa quando è ora di andare a dormire? Perché ritarda in vitro
e in vivo l’orologio circadiano (Effects of caffeine
on the human circadian clock in vivo and in vitro. Science Translational Medicine 2015;305, ra146).
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